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domenica 3 aprile 2011

Come risparmiare sulla bolletta con gli impianti di riscaldamento.






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SVILUPPO SOSTENIBILE

RISPARMIO ENERGETICO CON GLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO
PERCHÉ QUESTO OPUSCOLO ?
Ogni anno, in Italia, per riscaldare le nostre abitazioni bruciamo circa 14 miliardi di metri cubi
di gas, 4,2 miliardi di chilogrammi di gasolio, oltre a 2,4 milioni di tonnellate di combustibili
solidi, soprattutto legna e un po’ di carbone. Così facendo si riversano nell’ aria circa 380.000
tonnellate di sostanze inquinanti come ossidi di zolfo e di azoto, monossido di carbonio, ecc…
Oltre alle sostanze propriamente dette inquinanti, si riversano nell’atmosfera anche più di 40 milioni
di tonnellate di anidride carbonica (CO2): questa, come è noto, contribuisce al formarsi del
così detto “effetto serra” causando l’innalzamento della temperatura media del nostro pianeta.
Il riscaldamento è, dopo il traffico, la maggiore causa dell’inquinamento delle nostre città.
In termini economici, il nostro Paese deve spendere globalmente 23.300 miliardi di lire per
l’acquisto all’estero dell’energia, ed ogni famiglia italiana spende, in media un milione di lire
l’anno per riscaldarsi.
Le cifre si commentano da sole. Tuttavia si può fare molto per migliorare la situazione, senza
sacrifici e senza rinunciare al comfort a cui siamo abituati.
L’ENEA con questo opuscolo si rivolge a tutti coloro che vogliono:
• avere una casa sicura, calda e confortevole
• vivere in un ambiente più pulito
• risparmiare energia
• pagare meno per il riscaldamento
• saperne di più sulle nuove normative
Indipendentemente dal tipo di impianto installato (individuale o centralizzato), dal combustibile
usato (gasolio, metano, G.P.L.), “Risparmio Energetico con gli impianti di riscaldamento”
fornisce utili indicazioni per la gestione dell’impianto di riscaldamento e aiuta a
compiere le scelte migliori nel caso di cambiamenti o innovazioni.
Tutta la normativa che riguarda la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione
degli impianti di riscaldamento è stata modificata con l’obiettivo di contenere i consumi
di energia, ridurre le emissioni inquinanti ed aumentare la sicurezza.
La legge n. 10 del 1991 e i successivi decreti di attuazione, in particolare il D.P.R. n. 412 del
26 agosto 1993 ed il recente D.P.R. 551 del 21 dicembre 1999 (pubblicato sulla GU n. 81
del 6 aprile 2000), hanno trasformato i più recenti criteri tecnici per l’uso razionale dell’energia
in disposizioni alle quali tutti devono attenersi.
EDIFICIO E IMPIANTO TERMICO: UN UNICO SISTEMA
EDIFICI NUOVI E RISTRUTTURAZIONI
Gli edifici nuovi, per i quali siano stati iniziati i lavori di costruzione dopo il 1° agosto 1994,
devono essere progettati e realizzati in modo da rispettare le nuove normative. Queste considerano
l’impianto termico e l’edificio come un unico sistema che deve essere quanto più
possibile efficiente dal punto di vista energetico e, naturalmente, sicuro.
Lo stesso principio vale anche in caso di:
• ristrutturazione dell’impianto termico, cioè modifica sostanziale dei sistemi di produzione
e di distribuzione del calore, compreso il caso di trasformazione di un impianto centralizzato
in più impianti individuali
• installazione di un impianto termico in edifici esistenti
• sostituzione della caldaia.
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RELAZIONE TECNICA
Insieme alla denuncia di inizio lavori di costruzione dell’edificio o di ristrutturazione dell’impianto,
il proprietario deve depositare presso il Comune una relazione che contenga:
• il progetto dell’impianto termico
• il calcolo del fabbisogno energetico per il riscaldamento, cioè la quantità di energia richiesta
dall’edificio e dall’impianto per mantenere la temperatura ambiente a 20 °C per l’intera
stagione di riscaldamento
• il calcolo del rendimento stagionale, cioè dell’efficienza dell’intero sistema che comprende l’involucro
edilizio, la caldaia, la rete di distribuzione, i termosifoni ed i sistemi di regolazione.
Quindi l’insieme delle parti che compongono l’impianto termico:
• la caldaia, che trasforma l’energia del combustibile in energia termica
• la rete di distribuzione dell’acqua o dell’aria calda
• i termosifoni, che trasferiscono l’energia termica all’ambiente interno
• i sistemi di regolazione (termostati, valvole ecc..), che ne gestiscono il funzionamento devono
essere scelti e progettati insieme all’edificio e non, come spesso avveniva prima, in
una fase successiva.
DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ
Per garantire che l’impianto termico sia realizzato a regola d’arte, secondo le prescrizioni del
progettista e nel rispetto di tutte le norme di sicurezza, l’installazione deve essere effettuata da
una ditta specializzata in possesso dell’abilitazione prevista dalla legge n. 46 del 1990. A lavori
ultimati, la ditta deve obbligatoriamente rilasciare al proprietario una dichiarazione di conformità
dell’impianto necessaria, anche, per ottenere il certificato di abitabilità dell’immobile.
La dichiarazione di conformità dovrà essere completa degli allegati obbligatori:
1 progetto nei casi previsti
2 sempre la relazione con tipologia dei materiali utilizzati
3 lo schema di impianto realizzato
4 il riferimento a dichiarazioni di conformità precedenti
5 la copia del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali rilasciato
dalla C.C.I.A.A.
LA CALDAIA
COM’È FATTA
È il cuore dell’impianto, dove il combustibile viene bruciato per scaldare l’acqua o l’aria
(fluido termovettore) che circolerà poi nell’impianto.
È composta, in generale, da un bruciatore che miscela l’aria con il combustibile e alimenta
una camera di combustione (il focolare), da una serie di tubi attraverso i quali i fumi caldi
prodotti dalla combustione scaldano il fluido termovettore e da un involucro esterno di materiale
isolante protetto da una lamiera (mantello isolante).
POTENZA
Ogni caldaia è caratterizzata da:
• una potenza termica del focolare, che indica la quantità di energia che il combustibile sviluppa
in un’ora nella camera di combustione
• una potenza termica utile, cioè l’energia effettivamente trasferita, per ogni ora, al fluido
termovettore.
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4
SONDA DI
TEMPERATURA
SONDA DI
TEMPERATURA
PROGRAMMATORE
VALVOLA
A TRE VIE
IMPIANTO
CENTRALIZZATO
L’energia contenuta nel combustibile viene per la maggior parte trasferita al fluido termovettore,
ed in piccola parte dispersa verso l’esterno dal corpo stesso della caldaia (attraverso
il mantello isolante) e soprattuttto dai fumi che fuoriescono, ancora caldi, dal camino.
Più vicini sono i valori della potenza al focolare e della potenza utile, minori sono le perdite
di calore e quindi migliore è il rendimento della caldaia.
La legge prevede, per ciascun tipo di caldaia di nuova installazione, un valore minimo del
rendimento utile sia per il funzionamento a regime che per il funzionamento al 30% della
potenzialità massima.
La seguente tabella mostra, a titolo di esempio per ciascun tipo di caldaia, alcuni valori per i
rendimenti minimi di legge che possono servire da confronto per valutare le prestazioni di
una caldaia.
La scelta della potenza e del tipo di caldaia da installare dipende dalle caratteristiche dell’edificio,
dall’ubicazione e dalla sua destinazione d’uso.
È una scelta importante che deve essere fatta da un professionista qualificato e attento ai
problemi energetici. Infatti, una caldaia di tipo standard più grande del necessario spreca
energia: specialmente nelle stagioni intermedie, essa raggiunge rapidamente la temperatura
prefissata e quindi ha lunghi e frequenti periodi di spegnimento durante i quali disperde il
calore dal mantello e attraverso il camino. Quindi, se si considera l’intera stagione di riscaldamento,
la sua efficienza globale non è elevata, cioè il suo rendimento stagionale è basso.
Per rispettare i valori di rendimento imposti dalle nuove norme, le caldaie più recenti come
le “modulanti”, quelle a “temperatura scorrevole” e le caldaie a condensazione permettono
di mantenere una buona efficienza anche nelle stagioni intermedie.
POTENZA MASSIMA
Se la potenza necessaria a scaldare l’edificio supera i 350 kW, è necessario installare due o
più caldaie. In questo modo si evita che caldaie molto grandi lavorino, in particolare nelle
stagioni intermedie, a basso regime e quindi con bassi valori di rendimento.
ACQUA CALDA CENTRALIZZATA
Per produrre anche acqua calda per usi sanitari è necessaria una caldaia con potenza molto
superiore a quella sufficiente al solo riscaldamento. Per evitare sovradimensionamenti, nelle
nuove installazioni, non è più ammessa la produzione di acqua calda effettuata dalla stessa
caldaia destinata al riscaldamento, con l’eccezione degli impianti individuali.
LOCALE CALDAIA PER IMPIANTI CENTRALIZZATI
Evidenti motivi di sicurezza impongono che ogni caldaia debba essere installata in un locale
idoneo, di dimensioni adeguate e con un ricambio d’aria sufficiente a reintegrare l’ossigeno
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Tipo
di caldaia
Potenza utile
kW (kcal/h)
Rendimento a
potenza nominale
% %
Caldaie standard 20
200
86,6
88,6
83,9
86,9
(17.200)
(172.000)
Caldaie a
bassa temperatura
20
200
89,5
91,0
89,5
91,0
(17.200)
(172.000)
Caldaie a gas a
condensazione
20
200
92,3
93,3
98,3
99,3
(17.200)
(172.000)
Rendimento a
carico parziale
consumato dalla combustione. Esistono precise norme per tutti i locali caldaia e, quando la
potenza termica è maggiore di 116 kW (100.000 kcal/h), è necessario un Certificato di Prevenzione
Incendi rilasciato dai Vigili del Fuoco.
CALDAIE INDIVIDUALI
Le caldaie individuali di nuova installazione possono essere di tipo stagno o atmosferiche
(dette anche a fiamma libera). Le caldaie di tipo stagno sono costruite in modo che l’aria necessaria
alla combustione viene presa dall’esterno tramite un tubo e i fumi vengono evacuati
sempre all’esterno; per questo motivo non ci sono preclusioni sul locale di installazione. Le
caldaie atmosferiche, invece, per la combustione utilizzano l’aria del locale in cui sono poste
ed è per questo motivo che il locale deve essere adeguatamente ventilato e, se poste all’interno
dell’abitazione, non possono essere installate in bagno o in camera da letto.
PRESE D’ARIA
Le caldaie atmosferiche individuali a gas già esistenti possono rimanere installate all’interno dell’abitazione,
purché nella stanza ci siano prese d’aria, non ostruibili, praticate in una parete esterna
o verso locali adiacenti dotati, a loro volta, di prese d’aria esterna (escluse le camere da letto e
i garage). Le dimensioni di queste prese d’aria devono essere calcolate da un tecnico tenendo
conto di tutti gli altri eventuali apparecchi di combustione installati nel locale. In caso di nuova
installazione di caldaie atmosferiche in locali abitati, dovrà essere realizzata, nelle modalità previste
dalle norme tecniche, un’apertura di sezione libera non inferiore a 0,4 m2 (es. 40x100 cm).
SCARICO DEI FUMI
Tutti i combustibili, bruciando, rilasciano nell’aria una certa quantità di sostanze inquinanti,
ed è per questo che le caldaie installate in edifici plurifamiliari, sia centralizzate che individuali,
devono essere collegate ad una canna fumaria che arrivi fin sopra il colmo del tetto.
Nel caso di impianti individuali è possibile evacuare i fumi di più caldaie con la stessa stessa
canna fumaria, ma questa deve essere adeguatamente progettata e le caldaie allacciate devono
avere caratteristiche simili.
Negli impianti individuali già esistenti e negli edifici monofamiliari anche nuovi è consentito
mantenere lo scarico individuale a parete.
Lo scarico a parete può essere utilizzato nei tre casi seguenti:
• Nella sostituzione di generatori di calore individuali
• Nelle singole ristrutturazioni di impianti termici individuali già esistenti, siti in stabili plurifamiliari,
qualora nella versione iniziale non dispongano già di camini o canne fumarie o
sistemi di evacuazione dei fumi con sbocco sopra il tetto dell’edificio
• Nuove installazioni di impianti termici individuali in edifici “storici”, in precedenza mai
dotati di alcun tipo di impianto termico, a condizione che non esista camino, canna fumaria
o sistema di evacuazione dei fumi.
Negli ultimi due casi è comunque obbligatorio installare generatori di calore individuali con
basse emissioni inquinanti (norma tecnica UNI EN 297).
LIBRETTO DI USO E MANUTENZIONE
È un documento importante che va conservato con cura. È diviso in due parti, una per l’utilizzatore,
l’altra per l’installatore e il manutentore e fornisce molte utili indicazioni quali i
valori di rendimento della caldaia, le specifiche elettriche per il collegamento di termostati
ambiente, le principali operazioni di manutenzione. È altresì importante conservare i libretti
di uso e manutenzione degli altri componenti l’impianto termico come ad esempio: cronotermostati,
valvole termostatiche, valvole a tre vie motorizzate, addolcitori ecc….
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IMPIANTO
INDIVIDUALE
PROGRAMMATORE
COLLETTORI DI
DISTRIBUZIONE
LA RETE DI DISTRIBUZIONE
COS’È
È costituita essenzialmente dall’insieme delle tubazioni di mandata e di ritorno che collegano
la caldaia ai termosifoni. Generalmente, negli impianti di riscaldamento di edifici civili,
l’acqua calda (tra i 50 ed i 90°C) partendo dalla caldaia, percorre le tubazioni di mandata, riscalda
i radiatori e quindi l’ambiente, e ritorna a temperatura più fredda alla caldaia stessa.
IMPIANTI A COLONNE MONTANTI (A DISTRIBUZIONE VERTICALE)
Gli impianti a colonne montanti sono costituiti da un anello, formato da una tubazione di
mandata e una di ritorno, che percorre la base dell’edificio. Dall’anello si dipartono delle colonne
montanti che alimentano i vari radiatori posti sulla stessa verticale ai vari piani dell’edificio.
Fino a pochi anni fa tale tipologia era molto diffusa perchè consentiva di realizzare economie
in fase di costruzione; più difficilmente però permette di ottimizzare la gestione dell’impianto
specialmente quando si hanno diverse utilizzazioni delle varie zone dell’edificio.
IMPIANTI A ZONE (A DISTRIBUZIONE ORIZZONTALE)
Gli impianti a zone sono realizzati in modo che ad ogni zona dell’edificio, ad ogni piano o
ad ogni singolo appartamento è dedicata una parte della rete di distribuzione. Con questo tipo
di impianto è possibile gestire in maniera diversificata le varie zone, non riscaldando, ad
esempio, quelle che in un dato periodo, non sono occupate.
Per questo tale tipologia impiantistica è consigliabile in tutti gli edifici nuovi o nelle ristrutturazioni,
laddove esistono zone con diverse utilizzazioni come, ad esempio, nel caso di edifici
destinati in parte ad uffici o negozi ed in parte a residenze.
COIBENTAZIONE
Per limitare le dispersioni, le tubazioni della rete di distribuzione debbono essere protette da
un adeguato strato di materiale isolante, il cui spessore, fissato dalla normativa, dipende dal
diametro della tubazione, dal tipo di isolante, e dalla parete che attraversa. A titolo di esempio
la seguente tabella indica lo spessore minimo di materiale isolante (in questo caso poliuretano
espanso con conduttività termica utile di 0,034 W/m°C) che deve rivestire le tubazioni
di un impianto nei tre casi previsti dalla normativa:
• tubazioni poste all’esterno o in vani non riscaldati o in murature esterne non isolate
• tubazioni verticali poste in murature isolate
• tubazioni poste in strutture tra ambienti riscaldati.
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Dimensioni tubo Spessore dell’isolante
Diametro esterno tubazione Murature esterne Murature isolate Strutture interne
mm mm mm mm
fino a 20 15 12,5 4,5
da 20 a 39 23 11,5 7
da 40 a 59 31 15,5 9,5
da 60 a 79 39 19,5 12
da 80 a 99 44 22 13,5
maggiore di 100 48 24 14,5
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IMPIANTO
A COLONNE MONTANTI
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IMPIANTO
A ZONE
I RADIATORI
COSA SONO
Sono i terminali dell’impianto, attraverso i quali il calore contenuto nell’acqua viene ceduto
all’ambiente da riscaldare. Sono chiamati comunemente termosifoni o piastre e costituiscono
la parte più visibile ed accessibile dell’impianto.
Possono essere costruiti in ghisa, in acciaio o in alluminio. I radiatori in ghisa mantengono
più a lungo il calore e continuano ad emetterlo anche quando, ad esempio, l’impianto è
spento; di contro sono più ingombranti e impiegano più tempo a diventare caldi. Quelli in
alluminio e in acciaio hanno il pregio di scaldarsi rapidamente e di avere un minore ingombro
ma tendono a raffreddarsi piuttosto in fretta.
SUPERFICIE RADIANTE
La caratteristica fondamentale di ogni radiatore è la superficie di scambio termico con l’ambiente,
detta anche impropriamente, superficie radiante: più è grande, maggiore è la quantità
di calore che il radiatore può cedere all’ambiente. I modelli più recenti sono dotati di alette e
di setti interni che ne aumentano la superficie di scambio. A seconda del tipo, quindi, radiatori
con uguali dimensioni esterne possono avere prestazioni diverse.
CONVETTORI VENTILATI
Nel caso di alloggi abitati saltuariamente, invece dei radiatori, sono più indicati i convettori
ventilati (o ventilconvettori), nei quali l’aria che si scalda a contatto con le superfici calde
viene mossa da un ventilatore azionato elettricamente. Questo fa si che aumenti la rapidità
con la quale si scalda l’aria ambiente.
VALVOLA TERMOSIFONE, VALVOLA DI SFIATO E DETENTORE
Quasi tutti i radiatori sono dotati, generalmente nella parte superiore, di una valvola termosifone
e, talvolta, di una valvola per la fuoriuscita dell’aria.
La valvola termosifone può essere utilizzata per chiudere il radiatore, e non sprecare energia,
quando non si abita una stanza, oppure quando si aprono le finestre con il riscaldamento
acceso.
Se i radiatori non si scaldano può darsi che si sia formata una bolla d’aria all’interno che
non permette all’acqua di circolare. In questo caso basta aprire la valvola di sfiato dell’aria
fino a quando non esce un pò d’acqua.
I modelli più recenti sono dotati di un’altra valvola, posta normalmente nella parte inferiore
in corrispondenza della tubazione di ritorno, chiamata detentore. Su di essa si agisce quando
si vuole equilibrare l’impianto consentendo, ad esempio, un maggiore afflusso d’acqua calda
ai radiatori dei piani più alti.
SUGGERIMENTI
Due semplici consigli per non sprecare energia:
• qualunque sia il tipo di radiatore è importante non ostacolare la circolazione dell’aria; è
sbagliato quindi mascherare i radiatori con copritermosifoni o nasconderli dietro le tende
• se il radiatore è posto su una parete che dà verso l’esterno, ad esempio nel vano sottofinestra,
è consigliabile inserire tra questo e il muro un pannello di materiale isolante con la
faccia riflettente rivolta verso l’interno.
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COME AVERE SEMPRE LA GIUSTA TEMPERATURA:
I SISTEMI DI REGOLAZIONE
COSA SONO
La progettazione dell’impianto e la scelta della potenza della caldaia, si basano sul calcolo delle
dispersioni termiche dell’edificio, in presenza di determinate condizioni climatiche e di esposizione.
L’impianto, infatti, deve essere dimensionato per assicurare il comfort interno anche in
presenza di punte eccezionali di freddo e, comunque alle temperature minime medie della zona.
In pratica queste condizioni climatiche si verificano per un periodo di tempo relativamente breve
durante tutta la stagione di riscaldamento. Se si continuasse a fornire all’edificio la stessa
quantità di calore, indipendentemente dal valore della temperatura esterna, si avrebbe un surriscaldamento
degli ambienti interni e, di conseguenza, un notevole spreco di energia.
I sistemi di regolazione hanno quindi lo scopo di mantenere la temperatura all’incirca costante
negli ambienti interni, indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne.
La regolazione può essere effettuata in modi diversi, in relazione al tipo di impianto, al grado
di precisione e di automatismo che si vuole raggiungere.
IMPIANTI CENTRALIZZATI
Generalmente gli impianti centralizzati sono dotati di una centralina di controllo (programmatore)
con la quale:
• vengono impostatati i tempi di accensione dell’impianto
• viene regolata automaticamente la temperatura di mandata dell’acqua ai radiatori sulla base
della temperatura esterna, rilevata con una sonda di temperatura. La centralina agisce su una
valvola (a 3 o 4 vie) che miscela l’acqua calda di mandata con quella fredda di ritorno.
In questo modo, al variare della temperatura esterna, si riesce con una certa approssimazione,
a mantenere costante la temperatura dell’edificio (per esempio a 20°C).
Nel caso di edifici nuovi o di ristrutturazione di impianti termici, è prescritta l’installazione
di centraline che diano la possibilità di regolare la temperatura ambiente, almeno su due livelli
sigillabili nell’arco delle 24 ore (per esempio 20°C di giorno e 16°C di notte).
La regolazione degli impianti centralizzati, intervenendo esclusivamente sulla temperatura
dell’acqua dei radiatori, non tiene conto che, se l’impianto non è ben progettato ed equilibrato,
nelle diverse zone dell’edificio spesso si stabiliscono temperature diverse come succede
tra il primo piano e l’ultimo, tra le facciate esposte a sud e quelle a nord, tra gli appartamenti
d’angolo e quelli interni, e così via.
Spesso, per assicurare un buon comfort agli alloggi più freddi si aumenta la temperatura dell’acqua
di mandata, con il risultato di surriscaldare quelli più caldi e di sprecare energia.
IMPIANTI INDIVIDUALI
Negli impianti individuali a servizio di una sola unità immobiliare è frequente e consigliabile
l’installazione di un programmatore che accende e spenge automaticamente la caldaia:
• in base alla temperatura ambiente scelta (termostato)
• in base alla temperatura ambiente e ad orari prefissati (cronotermostato).
Con questo sistema di regolazione, si realizza, con migliore approssimazione, l’obiettivo di mantenere
la temperatura costante al variare delle condizioni climatiche esterne. Inoltre, è possibile
scegliere orari di accensione più adatti alle esigenze di chi occupa l’alloggio, sempre nel rispetto
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degli orari e delle temperature fissate dalla legge.
Anche negli impianti individuali, negli edifici nuovi o nel caso di ristrutturazioni, è obbligatorio
l’uso di un cronotermostato regolabile su due livelli di temperatura.
VALVOLE TERMOSTATICHE
Sia negli impianti centralizzati che in quelli individuali si sono fatti grandi passi nella direzione
di consumare l’energia solo dove e quando serve.
Ma si può fare di più.
Si può regolare la temperatura di ogni singolo ambiente per sfruttare anche gli apporti gratuiti
di energia, cioè quelli dovuti, ad esempio, alla presenza di molte persone, ai raggi del
sole attraverso le finestre, agli elettrodomestici.
Per ogni radiatore, al posto della valvola manuale, si può installare una valvola termostatica
per regolare automaticamente l’afflusso di acqua calda in base alla temperatura scelta ed impostata
su una apposita manopola graduata. La valvola si chiude mano a mano che la temperatura
ambiente, misurata da un sensore, si avvicina a quella desiderata, consentendo di dirottare
ulteriore acqua calda verso gli altri radiatori, ancora aperti.
In questo modo si può consumare meno energia nelle giornate più serene, quando il sole è
sufficiente per riscaldare alcune stanze, oppure, ad esempio, impostare una temperatura più
bassa nelle stanze da letto e una più alta in bagno o anche lasciare i radiatori aperti al minimo
quando si esce da casa. Le valvole termostatiche, installate negli impianti centralizzati
hanno anche una buona influenza sull’equilibrio termico delle diverse zone dell’edificio.
Quando i piani più caldi arrivano a 20°C le valvole chiudono i radiatori consentendo un
maggiore afflusso di acqua calda ai piani freddi. Per l’installazione delle valvole termostatiche
è consigliabile rivolgersi ad un professionista o a una ditta qualificata.
IL RISPARMIO
Il risparmio di energia indotto dall’uso delle valvole termostatiche può arrivare fino al 20%. Proprio
per questa ragione, è spesso obbligatoria l’installazione negli edifici di nuova costruzione
e nelle ristrutturazioni.
I COSTI
Nei modelli più recenti di radiatori, la valvola è già predisposta per ricevere una "testa" termostatica.
In questo caso l’installazione è più semplice e costa circa 50.000 lire a radiatore.
Se invece è necessario sostituire l’intera valvola, il costo si aggira sulle 120.000 lire, mano
d’opera compresa.
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12 14 1618
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CENTRALIZZATO, INDIVIDUALE, O... ?
LA CONTABILIZZAZIONE
Negli ultimi anni, anche per la maggiore diffusione del metano, molti hanno scelto di sostituire
l’impianto centralizzato con impianti individuali. Questa tendenza è stata anche facilitata
dalla legge n. 10 del 1991 che ha stabilito che questa trasformazione, se finalizzata al risparmio
energetico, può essere decisa dalla semplice maggioranza millesimale e non più
dalla unanimità dei condomini.
Le ragioni di questa tendenza sono note a tutti: con un impianto autonomo si ha maggiore libertà
nella gestione del riscaldamento, cioè nella scelta dei tempi e delle temperature. Facendo
un pò di attenzione, inoltre, si riesce a risparmiare sensibilmente.
Ma esistono anche alcuni svantaggi degli impianti autonomi: non si possono dividere con
nessuno le spese obbligatorie di manutenzione annuale; il rendimento delle caldaie individuali
è, in generale, minore di quello di una caldaia centralizzata, per cui, se la si tiene accesa
per lo stesso numero di ore, si rischia di consumare più combustibile; i lavori di trasformazione
sono spesso molto onerosi; ed infine, la sicurezza, che nel caso di impianti autonomi
non dipende solo dalla diligenza del singolo, ma anche da quella dei suoi vicini...
TRASFORMAZIONE
È bene ricordare che la trasformazione da impianto centralizzato ad autonomo, anche nel caso
di un solo distacco, è considerata, una ristrutturazione dell’impianto termico e quindi soggetta,
al rispetto delle nuove norme e a molti più vincoli che in passato:
• ogni caldaia individuale deve essere dotata di canna fumaria con sbocco oltre il colmo del
tetto
• prima della trasformazione va presentato un progetto ed una relazione tecnica al Comune.
LA CONTABILIZZAZIONE
Queste ragioni rendono sempre più conveniente la scelta di mantenere l’impianto condominiale
centralizzato installando un sistema di contabilizzazione del calore e applicando la ripartizione
delle spese.
Con la contabilizzazione è possibile mantenere i vantaggi di un impianto centralizzato e
contemporaneamente avere la libertà di scegliere le temperature e gli orari che più soddisfano
le esigenze del singolo utente. Si potrà infatti gestire autonomamente il riscaldamento
senza avere la caldaia in casa.
Si tratta di installare un sistema di apparecchiature che misurano (contabilizzano) la quantità
di calore effettivamente consumata in ogni appartamento e consentono di regolare la parte
di impianto che è al servizio di ogni alloggio.
Oltre ad una quota fissa, stabilita dall’assemblea condominiale (variabile dal 20 al 50%),
ogni utente pagherà solo il calore che realmente avrà consumato. In questo modo, il condomino
che apporterà migliorie all’isolamento termico di pareti e finestre sarà immediatamente
ricompensato: il suo appartamento, infatti, consumerà e pagherà meno degli altri.
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I VANTAGGI
I vantaggi della contabilizzazione del calore, dal punto vista energetico, sono notevoli. È per
questo che dal 30 giugno 2000 nei nuovi impianti centralizzati, realizzati in nuovi edifici, è
obbligatorio installare sistemi di contabilizzazione del calore.
Il tipo di apparecchiature da installare ed i relativi costi dipendono molto dal sistema di distribuzione
dell’impianto e dal grado di automatismo nella gestione che si vuole realizzare.
Va detto inoltre che, nella maggior parte dei casi, le ditte che installano i sistemi di contabilizzazione
offrono anche il servizio completo di assistenza e di lettura dei risultati della contabilizzazione
fino alla consegna all’Amministratore delle tabelle con la ripartizione delle
spese appartamento per appartamento.
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I VARI SISTEMI
Negli impianti a colonne montanti è necessario misurare quanta energia consumano, singolarmente,
tutti i radiatori e quindi installare un contabilizzatore di calore su ogni radiatore.
Il sistema più semplice per gestire l’impianto secondo le proprie esigenze e avere anche la
possibilità di consumare meno, consiste nel sostituire le valvole manuali dei radiatori con
valvole termostatiche in modo da regolare, stanza per stanza, la temperatura desiderata.
Con qualche lavoro in casa si possono installare valvole termostatiche motorizzate sui radiatori
ed un interruttore orario (timer). Collegando elettricamente le valvole al timer si potranno
aprire o chiudere i radiatori in base agli orari scelti. La regolazione delle valvole termostatiche
assicurerà poi la temperatura desiderata stanza per stanza.
La quantità di calore consumata da ogni radiatore e registrata dai contabilizzatori deve essere
letta, periodicamente, da un tecnico incaricato dall’Amministratore. Tuttavia, alcuni
tra i sistemi di contabilizzazione più recenti permettono di evitare che la lettura dei consumi
sia fatta all’interno dell’appartamento, radiatore per radiatore: ogni contabilizzatore, infatti
può trasmettere via radio i dati ad una centralina, installata ad esempio nell’androne,
dalla quale l’incaricato della lettura potrà prelevare i dati relativi ai consumi di tutti gli appartamenti.
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CONTABILIZZAZIONE DEL CALORE
IN UN IMPIANTO A COLONNE MONTANTI
VALVOLA TERMOSTATICA
MOTORIZZATA
CONTABILIZZATORE
TIMER
COLLEGAMENTO
ELETTRICO
Negli impianti a zone, basterà installare un solo contabilizzatore di calore per ogni appartamento.
Con un cronotermostato (collegato ad una elettrovalvola sulla tubazione di mandata dell’acqua
calda all’appartamento) si potrà poi gestire autonomamente il calore.
Normalmente sia l’elettrovalvola che il contabilizzatore vengono installati in una cassetta
di distribuzione posta sul pianerottolo (da dove partono e arrivano i tubi di mandata e di ritorno).
I contabilizzatori calcolano il calore consumato dall’appartamento misurando la
portata e la temperatura dell’acqua di mandata e la temperatura di quella di ritorno (contabilizzatori
entalpici).
COSTI
È bene tenere in considerazione che l’installazione di un sistema di contabilizzazione del calore,
specialmente in edifici esistenti, deve essere affidata a ditte specializzate che, prima di procedere,
devono verificare l’adeguatezza della caldaia dei radiatori e della rete di distribuzione.
In linea generale si può dire che per un appartamento con 8-10 radiatori, in un immobile di 20
alloggi il costo dell’installazione di un sistema di contabilizzazione si aggira intorno ai 3-3,5
milioni di lire ad appartamento. Il servizio di lettura e di ripartizione delle spese costa circa
10-12 mila lire all’anno per ogni radiatore.
18
CONTABILIZZAZIONE DEL CALORE
IN UN IMPIANTO A ZONE
CONTABILIZZATORE
ELETTROVALVOLA
CRONOTERMOSTATO
PER ESSERE IN REGOLA...
TEMPERATURA MASSIMA
Durante la stagione di riscaldamento, la temperatura media degli ambienti delle abitazioni
non deve superare i 20°C (con una tolleranza di 2°C).
PERIODO E NUMERO DI ORE
Il periodo dell’anno nel quale è consentito tenere in funzione gli impianti di riscaldamento
e il numero massimo giornaliero di ore di accensione dipendono dal clima della località
dov’è ubicato l’edificio.
L’Italia è stata suddivisa in 5 zone climatiche dalla A, la più calda, alla F, la più fredda in
funzione del numero dei “Gradi Giorno”: quanto più alto è il valore dei Gradi Giorno (GG)
tanto più il clima è rigido. Ad esempio: nella zona climatica A si trovano poche località
molto calde, come le isole di Salina e Lampedusa; Palermo e Reggio Calabria appartengono
alla fascia B; Napoli, Bari, Imperia alla C; Roma, Firenze, Ancona alla D; in fascia E si
trovano Milano, Torino, Venezia, l’Aquila; nella F solo località montane come Cortina
D’Ampezzo e Abetone.
Per conoscere con esattezza in quale zona climatica è situato un immobile, e quindi in quale
periodo dell’anno si possono accendere gli impianti di riscaldamento e per quante ore al
giorno, basterà rivolgersi al Comune.
In caso di condizioni atmosferiche eccezionalmente avverse, si possono accendere gli impianti
di riscaldamento, anche al di fuori dei periodi previsti, per non oltre la metà delle ore massime
giornaliere normalmente consentite: non è necessario richiedere alcuna autorizzazione.
INTERRUZIONE NOTTURNA
L’orario giornaliero di riscaldamento può essere frazionato in due o più periodi ma, comunemente,
l’impianto dev’essere spento, di notte, tra le 23 e le 5.
In alcuni casi è possibile mantenere sempre acceso l’impianto. Le limitazioni alla durata
giornaliera del riscaldamento, spesso causa di disaccordo tra i condomini, non si applicano,
tra gli altri:
1 agli impianti a pannelli radianti (generalmente a pavimento)
2 agli impianti centralizzati dotati di una sonda di temperatura esterna e di un programmatore
sigillato che regoli la temperatura interna almeno su due livelli: a 20° nelle ore
previste dalla tabella precedente e a 16° per quelle eccedenti (attenuazione notturna)
19
Gradi Giorno Periodo Numero di ore
di riscaldamento massime giornaliere
A inferiore a 600 1.12 - 15.3 6
B 601 - 900 1.12 - 31.3 8
C 901 - 1400 15.11 - 31.3 10
D 1401 - 2100 1.11 - 15.4 12
E 2101 - 3000 15.10 - 15.4 14
F superiore a 3000 nessuna limitazione nessuna limitazione
3 agli impianti centralizzati in edifici dotati di un sistema di contabilizzazione del calore
e di un programmatore per ogni appartamento mediante il quale si possa regolare la
temperatura interna su almeno due livelli
4 agli impianti individuali regolati da un programmatore con le caratteristiche del caso
precedente
5 agli impianti condotti mediante contratti di servizio energia.
Nei casi 2, 3, e 4 inoltre, la caldaia deve avere un buon rendimento, non inferiore a valori
limite prefissati per le caldaie di nuova installazione (vedi pag. 5).
RESPONSABILITÀ
In passato, la gestione degli impianti di riscaldamento centralizzati era affidata all’Amministratore
del condominio che, a sua volta, incaricava un tecnico o una ditta di fiducia. Per
gli impianti individuali era il proprietario stesso, o l’affittuario, a spegnere e accendere, a
regolare temperature ed orari, a decidere se e come fare la manutenzione.
Dall’entrata in vigore del D.P.R. n. 412 del 1993 la normativa è diventata molto più precisa
attribuendo la responsabilità dell’esercizio e della manutenzione dell’impianto ad un unico
soggetto.
Per gli impianti condominiali la responsabilità è dell’Amministratore; nel caso di impianti
individuali, è di chi occupa l’alloggio a qualsiasi titolo, quindi non solo del proprietario
ma, a seconda dei casi, dell’inquilino, dell’usufruttuario ecc.
Il responsabile deve conoscere quali sono gli adempimenti di carattere amministrativo e
tecnico che regolano gli aspetti della sicurezza e del risparmio di energia e deve disporre
affinché questi vengano rispettati.
GLI ADEMPIMENTI
Cosa deve fare, in concreto, il responsabile di un impianto di riscaldamento?
Sicurezza
• Deve accertare che sia stata rilasciata la “dichiarazione di conformità” dell’impianto che
ne attesti la rispondenza alle norme di sicurezza. Per gli impianti costruiti dopo il
13.3.90, questa dichiarazione deve essere stata rilasciata al proprietario dall’installatore.
Per gli impianti più vecchi è necessario controllare che essi siano in regola avvalendosi,
se necessario, dell’aiuto di un professionista. Questi, o lo stesso proprietario, compilerà
una dichiarazione sostitutiva di conformità. Tutti gli impianti avrebbero dovuto essere
adeguati entro il 31 dicembre 1998.
L’accertamento della rispondenza alle norme di sicurezza deve, tra l’altro, riguardare
l’integrità ed il corretto posizionamento dei tubi di adduzione del combustibile (metano,
gasolio ecc...) e degli eventuali serbatoi, l’esistenza di un’adeguata apertura per l’ingresso
dell’aria, che il camino non sia ostruito, ecc...
Efficienza
• Deve mantenere la caldaia in buona efficienza per non sprecare energia e inquinare
quanto meno possibile. A tale proposito deve fare in modo che sia effettuato un intervento
di manutenzione almeno una volta all’anno e, con cadenze diverse in relazione alla
potenza, la verifica strumentale delle prestazioni della caldaia (analisi dei fumi).
20
Libretto di centrale o di impianto
• Deve compilare e conservare il libretto di centrale (per gli impianti di potenza superiore
ai 35 kW), o il libretto di impianto (per quelli di potenza inferiore), una vera e propria
carta di identità dell’impianto che contiene, oltre ai dati del proprietario, dell’installatore
e del responsabile della manutenzione, la descrizione dei principali componenti dell’impianto,
delle operazioni di manutenzione, delle verifiche strumentali e dei controlli effettuati
da parte degli Enti Locali.
21
Questo libretto deve essere compilato inizialmente
dall’installatore nel caso di caldaie nuove, mentre
nel caso di impianti già esistenti dovrà essere preparato
dal responsabile dell’impianto stesso, per
esempio fotocopiando il modello pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale o acquistandolo nelle librerie
specializzate. Nel caso di impianti individuali,
quando l’occupante lascia l’appartamento, il libretto
deve essere riconsegnato al proprietario o a colui
che subentra nell’alloggio. Il libretto di impianto e
di centrale deve essere conservato presso l’appartamento
o l’edificio in cui è installato l’impianto.
Tabella
• Deve esporre, nel caso di impianto termico centralizzato,
una tabella con l’indicazione del periodo
annuale di esercizio dell’impianto, dell’orario
giornaliero di attivazione prescelto, delle
generalità e domicilio del responsabile dell’esercizio
e della manutenzione dell’impianto.
IL TERZO RESPONSABILE
La legge prevede la possibilità di delegare la responsabilità dell’esercizio e della manutenzione
dell’impianto ad un altro soggetto, il terzo responsabile, purché questi sia dotato di
sufficienti competenze tecniche ed organizzative.
Il terzo responsabile deve essere, infatti, una ditta che possieda almeno l’abilitazione, rilasciata
dalla Camera di Commercio o dall’Albo delle Imprese Artigiane, ai sensi della legge
n. 46 del 1990.
Per gli impianti individuali, l’occupante dell’alloggio rimane responsabile del rispetto delle
norme relative alle temperature interne dell’alloggio e ai periodi di accensione dell’impianto,
anche se decide di affidare le altre responsabilità ad un terzo responsabile.
DELEGA
L’Amministratore o l’occupante dell’alloggio può quindi scegliere tra:
• delegare una ditta (almeno qualificata ai sensi della legge n. 46 del 1990) nominandola
terzo responsabile dell’esercizio e della manutenzione dell’impianto; in questo caso è
obbligatorio redarre e sottoscrivere, da parte del terzo responsabile, un atto di assunzione
delle responsabilità e consegnarne copia all’amministratore o all’occupante l’alloggio; il
terzo responsabile è tenuto a comunicare all’Ente Locale competente la propria nomina e
anche le eventuali revoche o dimissioni dall’incarico
• mantenere la responsabilità dell’impianto ed affidare ad una ditta (almeno qualificata ai
sensi della legge n. 46 del 1990) il controllo la manutenzione e le verifiche strumentali
periodiche. In questo caso l’amministratore o l’occupante dell’alloggio provvederà a riportare
sul libretto di centrale (di impianto) i risultati delle verifiche eseguite dalla ditta.
VERIFICA DEL RENDIMENTO
Le verifiche strumentali che la legge impone di fare periodicamente consistono nella misura
della temperatura dei fumi che fuoriescono dalla caldaia, del loro contenuto di ossigeno o di
anidride carbonica (CO2), di monossido di carbonio (CO), di particelle incombuste.
22
* Per potenze superiori a 350 kW, il terzo responsabile deve possedere ulteriori requisiti.
** Salvo indicazioni diverse del costruttore dell'impianto o dei fabbricanti dei componenti dell'impianto.
Potenza
della caldaia
CENTRALIZZATI INDIVIDUALI
Responsabile
o terzo
responsabile
Controllo e
manutenzione
Verifiche strumentali
del rendimento
di combustione
inferiore
a 35 kW
occupante
ditta abilitata
L. 46/90
ditta abilitata
L. 46/90
una volta
l'anno
ditta abilitata
L. 46/90
ogni
due anni
da 36 kW
a 350 kW
amministratore
ditta abilitata
L. 46/90
ditta abilitata
L. 46/90
una volta
l'anno **
ditta abilitata
L. 46/90
una volta
all'anno
superiore
a 350 kW
amministratore
ditta abilitata
L. 46/90*
ditta abilitata
L. 46/90
una volta
l'anno**
ditta abilitata
L. 46/90
due volte
all'anno
chi può farlo chi può farla quando chi può farle quando
VERIFICA DEL RENDIMENTO
23
I valori rilevati servono per calcolare il rendimento di combustione della caldaia, cioè il
suo grado di efficienza.
È evidente che una caldaia poco efficiente spreca energia ed è per questo che sono stati fissati,
in base alla potenza della caldaia, dei limiti minimi di rendimento.
Se il rendimento della caldaia, misurato con le analisi strumentali, scende al di sotto di tali
limiti si deve intervenire con la manutenzione oppure, in ultima analisi, si deve procedere
alla sostituzione della caldaia stessa.
A titolo di esempio nella tabella seguente sono riportati, in funzione della potenza della
caldaia, i valori minimi del rendimento di combustione:
Potenza utile
kW (kcal/h)
CENTRALIZZATI INDIVIDUALI
Potenza al focolare
kW (kcal/h)
Caldaia installata
prima del 29/10/93
acqua
calda
aria
calda
acqua
calda
aria
calda
17,44
23,20
31,40
19,30
25,30
34,77
83,5
83,7
84,0
79,5
79,7
80,0
86,5
86,7
87,0
82,5
82,7
83,0
44,19
87,21
208,95
348,95
400,00
49,07
96,86
230,93
383,95
444,40
(15.000)
(19.950)
(27.000)
(16.600)
(21.760)
(29.900)
(38.000)
(75.000)
(179.700)
(300.100)
(344.000)
(42.200)
(83.300)
(198.600)
(330.200)
(512.180)
84,3
84,9
85,4
86,1
86,2
80,3
80,9
81,6
82,1
82,2
87,3
87,9
88,6
89,1
89,2
83,3
83,9
84,6
85,1
85,2
Caldaia installata
dopo del 29/10/93
Per potenze superiori valgono i valori relativi a 400 kW.
24
Le caldaie, che non rispondano ai valori minimi di rendimento neanche in seguito agli interventi
di manutenzione, devono essere sostituite entro 300 giorni.
CONTROLLO E MANUTENZIONE
Per sfruttare al meglio l’energia contenuta nel combustibile, per garantire la sicurezza e proteggere
l’ambiente, l’impianto di riscaldamento deve essere ben tenuto e correttamente regolato.
Proprio per questo la legge impone che su tutti gli impianti, almeno una volta all’anno, venga
effettuato un intervento di controllo e manutenzione eseguito secondo quanto richiesto
dalle norme UNI e CEI e secondo le indicazioni fornite dal costruttore nel libretto di uso e
manutenzione della caldaia.
REQUISITI
L’incaricato della manutenzione deve avere i requisiti di legge per poter intervenire sull’impianto
e riparare tutti gli eventuali malfunzionamenti. Deve quindi essere una ditta abilitata
ai sensi della legge n. 46 del 1990.
OPERAZIONI
Il manutentore deve eseguire il controllo e la eventuale manutenzione dell’impianto (e non
della sola caldaia) conformemente alle istruzioni tecniche fornite dal costruttore l’impianto,
o in mancanza di queste, secondo le istruzioni dei fabbricanti i componenti dell’impianto
termico e, se anche queste non disponibili, secondo le prescrizioni delle normative UNI e
CEI vigenti.
La nuova normativa (D.P.R. 551/99) fornisce un modulo di rapporto di controllo tecnico (allegato
H) nel quale sono riportate le principali operazioni che, almeno una volta l’anno, il
manutentore deve compiere in mancanza di specifiche indicazioni.
Al termine dell’intervento, il manutentore deve compilare e sottoscrivere un rapporto che
anche il responsabile dovrà sottoscrivere per ricevuta e conservarne copia insieme alla documentazione
di impianto.
Nel caso di impianti autonomi questo rapporto di controllo e manutenzione, si identifica con
l’allegato H al D.P.R. 551/99.
I principali riferimenti normativi sulle operazioni di manutenzione sono i seguenti:
• Impianti autonomi: UNI 7129, UNI 7131, UNI 10436
• Impianti centralizzati: UNI 9317, UNI 8364, UNI 10435.
25
LA MANUTENZIONE
26
CHI VERIFICA?
LE PROVINCE
I compiti di verifica sull’osservanza delle norme per il contenimento dei consumi energetici
negli edifici sono stati affidati alle Province dal decreto legislativo “Bassanini”
(D. L. 112/98).
Tuttavia, le leggi regionali attuative del decreto e i Piani Energetici Regionali, possono
disporre diversamente, attribuendo le verifiche anche ai Comuni (se superano i 40.000
abitanti).
Per questo motivo, per ulteriori informazioni è opportuno rivolgersi presso l’ufficio competente
della propria Provincia o del proprio Comune.
L’ENEA
Le ditte convenzionate con gli Enti locali ed incaricate dei controlli non possono, nel
contempo svolgere la funzione di responsabili di impianto e devono essere tecnicamente
idonee a svolgere il compito affidato.
L’ENEA svolge corsi di formazione per l’aggiornamento professionale di tali tecnici, e,
su richiesta degli Enti locali ne accerta l’idoneità tecnica.
DICHIARAZIONE
L’impegno richiesto agli Enti Locali per questi controlli è sicuramente gravoso.
Pertanto la legge consente che, per gli impianti autonomi, sia possibile inviare all’ente
locale competente il rapporto di controllo tecnico (allegato H) debitamente compilato.
In questo caso i controlli saranno effettuati con cadenza biennale solo ad un campione
degli impianti corrispondenti ai rapporti di controllo pervenuti.
Saranno comunque controllati tutti gli impianti centralizzati e gli impianti autonomi di
cui non sia pervenuto il rapporto di controllo tecnico.
SANZIONI
Le sanzioni a carico del responsabile dell’impianto che non rispetti il D.P.R. n. 412 del
1993 sono elevate: da 1 a 5 milioni.
27
PER SAPERNE DI PIÚ... LE UNITÀ DI MISURA
Nel Sistema Internazionale (SI) l’unità di misura dell’energia è il joule (J); parlando di energia
elettrica spesso si usa il kilowattora (kWh).
II joule è una quantità molto piccola, più o meno l’energia che serve per portare una tazzina
di caffè alla bocca. Per questo sono più usati i suoi multipli, il megajoule (MJ) che corrisponde
ad un milione di joule, il gigajoule (GJ) che corrisponde ad un miliardo di joule.
Trattando di quantità molto grandi di energia come i consumi di una grande industria, di una
città, di una nazione, viene spesso usato il tep (tonnellata equivalente di petrolio) cioé la
quantità di energia ottenibile bruciando 1.000 kg di petrolio. Ad esempio, in Italia nel 1993
sono stati consumati complessivamente oltre 150 milioni di tep (Mtep), quasi 3 tep per ogni
abitante.
Ogni tep equivale a 41,8 GJ e a 11,6 MWh.
Ogni combustibile è caratterizzato da un “potere calorifico”, cioé dalla quantità di calore che
si otterrebbe bruciandone completamente 1 kg oppure 1 m3.
Ad esempio da 1 kg di gasolio si ottengono 42,7 MJ; da 1 m3 di metano 34,54 MJ.
La potenza si misura in watt (W) e nei suoi multipli: il kilowatt (1 kW = 1000 W) il megawatt
(1 MW = 1.000.000 W). Tuttavia molto spesso, parlando di potenza termica di caldaie
si utilizzano ancora, impropriamente, le kilocalorie/ora (kcal/h).
Per trasformare le kilocalorie/ora in watt, basta moltiplicarle per 1,163. Ad esempio, una
caldaia da 25.000 kcal/h è una caldaia da 25.000 x 1,163 = 29.000 W, cioè da 29 kW.
28
ENERGIA 1 kWh = 3,6 MJ = 860 kcal
1 tep = 41,8 GJ = 10 Mkcal
POTENZA 1 kW = 1 kJ/sec = 860 kcal/h
1 kcal/h = 41,8 GJ = 10 Mkcal
POTERE CALORIFICO INFERIORE DI ALCUNI COMBUSTIBILI
Metano 34.535 kJ/m3 8.250 kcal/m3
Gasolio 42.697 kJ/kg 10.200 kcal/kg
G.P.L. 46.046 kJ/kg 11.000 kcal/kg
Legna 16.744 kJ/kg 4.200 kcal/kg
Petrolio (kerosene) 43.116 kJ/kg 10.300 kcal/kg
C.P. 2400 Roma
L’ENEA pubblica altri opuscoli sulle scelte più convenienti che tutti noi
possiamo adottare per risparmiare energia e proteggere l’ambiente: come
migliorare le abitazioni dal punto di vista energetico e del comfort, come ridurre
i consumi di elettricità per l’illuminazione e gli elettrodomestici,
come usufruire delle agevolazioni fiscali per chi
effettua interventi di risparmio energetico nelle abitazioni,
come leggere l’etichetta energetica degli elettrodomestici.
Per saperne di più potete richiedere gratuitamente questi
opuscoli, specificando i titoli che vi interessano a:
L’ENEA è un ente di diritto pubblico operante nei campi della ricerca e dell’innovazione
per lo sviluppo sostenibile, finalizzata a promuovere insieme gli obiettivi di sviluppo,
competitività e occupazione e quello della salvaguardia ambientale. Svolge
altresì funzioni di agenzia per le pubbliche amministrazioni mediante la prestazione di
servizi avanzati nei settori dell’energia, dell’ambiente e dell’innovazione tecnologica.
In particolare l’Ente:
• svolge, sviluppa, valorizza e promuove la ricerca in tema di energia, ambiente e
innovazione tecnologica nel quadro dei programmi di ricerca nazionali, dell’Unione
Europea e di altre organizzazioni internazionali;
• sostiene e favorisce i processi di innovazione e di trasferimento tecnologico al
sistema produttivo e alle pubbliche amministazioni;
• fornisce supporto tecnico specialistico ed organizzativo alle amministrazioni, alle
regioni e agli enti locali, nell’ambito di accordi di programma con i Ministeri dell’Industria,
dell’Ambiente e dell’Università e della Ricerca Scientifica e con altre
amministrazioni pubbliche.
L’Ente ha circa 3.600 dipendenti che operano in Centri di Ricerca disbuiti
su tutto il territorio nazionale. Nelle diverse regioni sono anche presenti 13 Centri
di Consulenza Energetica Integrata per la promozione e la diffusione
degli usi efficenti dell’energia nei settori industriale, civile e dei trasporti.
Veneto - C.C.E.I. ENEA - Calle delle Ostreghe, 2434 - C.P. 703 - 30124 VENEZIA -
Tel. 0415226887 - Fax 0415209100 - Liguria - C.C.E.I. ENEA - Via Serra, 6 - 16122
GENOVA - Tel. 010567141 - Fax 010567148 - Toscana - C.C.E.I. ENEA - Via Ponte
alle Mosse, 61 - 50144 FIRENZE - Tel. 055359896 Fax 055350491 - Marche - C.C.E.I.
ENEA - V.le della Vittoria, 52 - 60123 ANCONA Tel. 07132773 - Fax 071/33264
Umbria - C.C.E.I. ENEA - Via Angeloni, 49 - 06100 PERUGIA - Tel. 0755000043
Fax 0755006389 - Lazio - ENEA Divisione PROM C.R. Casaccia - Via Anguillarese, 301
00060 ROMA - Tel. 0630483245 - Fax 0630483930 - Abruzzo - C.C.E.I. ENEA - Via
N. Fabrizi, 215/15 - 65122 PESCARA - Tel. 0854216332 Fax 0854216362 - Molise
C.C.E.I. ENEA - Via Mazzini, 84 - 86100 CAMPOBASSO Tel. 0874481072 - Fax
087464607 - Campania - C.C.E.I. ENEA - Via della Costituzione Isola A/3 - 80143
NAPOLI - Tel. 081691111 - Fax 0815625232 - Puglia - C.C.E.I. ENEA Via Roberto da
Bari, 119- 70122 BARI - Tel. 0805248213- Fax 0805213898 - Basilicata - C.C.E.I. ENEA
- C/o SEREA - Via D. Di Giura, s.n.c. - 85100 POTENZA - Tel. 097146088 Fax 097146090
- Calabria - C.C.E.I. ENEA - Via Argine Destra Annunziata, 87 - 89100 REGGIO
CALABRIA Tel. 096545028 - Fax 096545104 - Sicilia - C.C.E.I. ENEA - Via Catania, 2
- 90100 PALERMO - Tel. 091308075 - Fax 091300703
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mercoledì 29 luglio 2009

Valvole termostatiche con sonda per radiatori termosifoni klimit HERZ






1
HERZ Armaturen
Richard-Strauss-Straße 22 • A-1230 Wien
e-mail: office@herz-armaturen.com • www.herz-armaturen.com
HERZ Valvole con sonda
Valvole termostatiche per impianti monotubo e a due tubi
per il collegamento di radiatori piatti e tubolari in impianti di riscaldamento
Scheda tecnica per
VXA
edizione 0207
HERZ Valvole con sonda serie VTA HERZ Valvole con sonda serie VUA
con sonda orizzontale con sonda verticale
7767 Valvola a quattro vie Herz VTA 40 7765 H Valvola a quattro vie Herz 4 WAT 35 e 50
7767 H Valvola a quattro vie Herz VTA 50 7783 Valvola a quattro vie Herz VUA 40
7768 Valvola a quattro vie Herz VTA-Univalvola 7783 Valvola a quattro vie Herz VUA T e TV
7783 H Valvola a quattro vie Herz VUA 50
7784 Valvola a quattro vie Herz VUA 40
7784 Valvola a quattro vie Herz VUA T e TV
7784 H Valvola a quattro vie Herz VUA 50
7786 Valvola a quattro vie Herz VUA 40
7786 H Valvola a quattro vie Herz VUA 50
Corpo della valvola in ottone, nichelato, guarnizioni EPDM, tenuta del vitone tramite O-ring, gruppo
otturatore TS O-ring EPDM, gruppo otturatore RL-1 a tenuta metallica.
Su tutti i modelli, che sono forniti con cappuccio a vite, possono essere montate in qualsiasi
momento delle teste termostatiche HERZ, senza dover svuotare l’impianto.
Nella scelta della testa termostatica osservare il relativo fi letto dell’attacco.
Versioni
Impianti di riscaldamento ad acqua, monotubo o a due tubi, realizzati con tubi d’acciaio,
rame o plastica calibrati.
Applicazione
Temperatura d’esercizio massima: 120 °C
Pressione d’esercizio massima: 10 bar
Pressione differenziale massima nel funzionamento termostatico: 0,2 bar
Qualità dell’acqua calda conforme alla norma ÖNORM H 5195 e alla norma VDI 2035.
Versione monotubo:
Pressione massima di prova e di funzionamento nei radiatori smontati 5 bar
L’ammoniaca contenuta nella canapa danneggia il corpo della valvola in ottone. Oli minerali o
lubrifi canti a contenuto minerale provocano il gonfi amento delle guarnizioni EPDM danneggiandole.
Possono essere utilizzati liquidi antigelo e anticorrosione su base di etilene glicolico con una
percentuale di volume del 15 – 45%. Per ulteriori dettagli consultare le schede tecniche dei
produttori.
Per l’utilizzo dei raccordi a compressione per i tubi in rame e acciaio dovranno essere osservate
le indicazioni di temperatura e pressione massima consentite in base alla norma EN 1254-2:1998
tabella 5. Per i raccordi dei tubi in plastica osservare le seguenti condizioni, temperatura d’esercizio
massima 80 °C e pressione d’esercizio massima 4 bar, salvo indicazione diversa dei produttori dei
tubi in plastica.
Dati d’esercizio
Ci riserviamo eventuali modifi che di
adeguamento al progresso tecnico.
2
Le valvole a quattro vie HERZ vengono montate sul radiatore in basso centralmente oppure
lateralmente, osservando la direzione del fl usso indicata con una freccia posta sul corpo.
Le valvole VUA diritte sono simmetriche e possono quindi essere ruotate di 180°, se necessario, in
funzione della posizione dei raccordi.
Le valvole VUA a squadra devono essere montate in modo che la testa termostatica possa essere
montata a destra (nella VUA 40) o a sinistra (nella VUA 50) dell’asse della valvola. Se la testa
termostatica deve essere montata a sinistra (nella VUA 40) o a destra (nella VUA 50) utilizzare un
modello diritto ponendo tra la valvola ed il tubo un gomito a 90° G 3/4 (1 6248 01).
Le valvole VTA, per la loro costruzione compatta, sono adatte sia per un collegamento del tubo dal
basso sia per il collegamento a parete.
Il modello VTA-Univalvola è dotato di due attacchi termostatizzabili, di cui uno può essere dotato di
testa termostatica a seconda dell’applicazione, e l’altro verrà chiuso con il cappuccio 1 6329 30.
Questa costruzione permette una qualsiasi posizione di montaggio della valvola, offrendo una
posizione ottimale della testa termostatica.
Montaggio
Cappuccio
Con le valvole a quattro vie HERZ è possibile posare le tubazioni, montare le valvole ed effettuare la
prova di pressione prima di montare i radiatori.
Premontaggio
Bocchettone di collegamento R 1/2 e R 3/4 a tenuta piana montato. Il bocchettone di collegamento
al radiatore con sonda, scollegabile, realizzato a tenuta piana semplifi ca notevolmente il montaggio,
non dovendo infi lare il radiatore sopra alla sonda. Si evitano così danni o diffi coltà di montaggio in
nicchie strette.Il bocchettone di collegamento al radiatore deve essere montato direttamente sotto ad
un elemento del radiatore che conduce acqua. La sonda di mandata in questo modo immette l’acqua
direttamente nella sezione che conduce acqua assicurando una distribuzione ottimale dell’acqua
nel radiatore. Nei radiatori in versione speciale dei defl ettori in lamiera e dei diaframmi evitano il
collegamento diretto con il ritorno. Il bocchettone di collegamento a vite può essere avvitato nel
relativo manicotto dei radiatori.
Bocchettone di collegamento
per radiatori
Sul corpo delle valvole sono applicate le seguenti cifre per identifi care la versione:
“1” – Valvola a quattro vie per impianti monotubo
“2” – Valvola a quattro vie per impianti a due tubi
Valvole senza cifra di identifi cazione sono commutabili da impianti a due tubi a monotubo.
Identifi cazione delle versioni
Nel montaggio dei raccordi a compressione non utilizzare pinze regolabili o similari in quanto
potrebbero deformare il dado. I tubi in acciaio dolce o in rame devono essere calibrati e sbavati
accuratamente. Si raccomanda l’uso di anime per tubi. Per un perfetto montaggio oliare il fi letto del
dado con olio siliconico; lubrifi canti minerali danneggiano l’O-ring degli anelli di serraggio.
Montaggio del raccordo a
compressione dal lato tubo
3
6274 Raccordo a compressione HERZ per tubi in rame e in acciaio a parete sottile
6275 Raccordo a compressione HERZ con guarnizione morbida per tubi in rame e in acciaio
calibrati, diametro esterno dei tubi 10, 12, 14, 15, 16 e 18 mm
6276 Raccordo a compressione HERZ con guarnizione in gomma (EPDM) dal lato tubo per tubi
in rame e acciaio, diametro esterno dei tubi 12, 15 e 18 mm
6098 Raccordo a compressione per tubi in plastica, PE-X, PB e multistrato.
Le dimensioni e i codici dei raccordi possono essere rilevati dal catalogo prodotti Herz.
6284 Raccordo a compressione HERZ per tubi in rame e in acciaio calibrati,
diametro esterno dei tubi 10, 12, 14, 15, 16 e 18 mm
6286 Raccordo a compressione HERZ con guarnizione morbida, 12, 14 e 15 mm
6066 Raccordo a compressione per tubi in plastica, PE-X, PB e multistrato.
diametro dei tubi 14 x 2, 16 x 2, 17 x 2
Raccordi per tubi
G 3/4
M 22 x 1,5
da ordinare separatamente
Prenorma DIN V 3838 “Eurokonus”, fi letto del raccordo G 3/4 A con cono interno
Dato che l’attuale prenorma DIN V3838 può essere modifi cata fi no alla pubblicazione della norma
defi nitiva e quindi non è nemmeno prevedibile il termine entro il quale i prodotti offerti dovranno
corrispondere alla norma, si consiglia di evitare per motivi di sicurezza di mescolare prodotti di
diversi produttori nella realizzazione di collegamenti, qualora dovessero esserci dubbi circa la loro
possibilità di combinazione. HERZ offre un ampio programma di collegamenti per tubi e garantisce
che sia i modelli attuali di raccordi che quelli di futuro sviluppo saranno sempre un perfetto
collegamento con le valvole HERZ. Non sarà quindi necessario mescolare i prodotti HERZ con altri
prodotti. Dato che HERZ non assume la garanzia per prodotti di altri produttori, non può nemmeno
assumersi la garanzia per le combinazioni con altri prodotti.
Le valvole a quattro vie HERZ possono essere applicate a tubi in acciaio a norma DIN 2440 con
l’adattatore 6223.
Raccordo per tubi in acciaio
a norma DIN 2440
La distribuzione dell’acqua, con corsa nominale, è suddivisa in 40% nel radiatore e 60% nel gruppo
bypass. La vite di regolazione e intercettazione incorporata permette di effettuare il bilanciamento
idraulico dell’impianto nel funzionamento termostatico e di intercettare il radiatore.
Distribuzione dell’acqua in
impianti monotubo
Il cappuccio a vite serve per l’attivazione nella fase di montaggio (pulizia delle tubazioni).
Sostituendo il cappuccio a vite con la testa termostatica HERZ si realizza la valvola termostatica,
senza dover svuotare l’impianto.
Regolazione della corsa nominale con il cappuccio a vite:
intorno al cappuccio a vite, vicino alla zigrinatura, in corrispondenza dei simboli “+” e “-“ sono posti
due punti di regolazione (indicatori).
1. Chiudere la valvola ruotando in senso orario il cappuccio a vite.
2. Marcare la posizione che corrisponde alla posizione “+”.
3. Ruotare il cappuccio a vite in senso antiorario fi no a quando il punto “-” si trova sotto alla
seconda posizione marcata alla voce 2.
Valvola termostatica HERZ
Corsa nominale
Se il radiatore e la valvola termostatica vengono coperti con tendaggi o rivestimenti, si crea una zona
di ristagno del calore nella quale l’elemento sensore termostatico non riesce a rilevare la temperatura
ambiente e quindi non regola. In questi casi sarà opportuno utilizzare teste termostatiche HERZ con
sensore a distanza oppure con regolazione a distanza.
I dettagli relativi alle singole teste termostatiche HERZ sono contenuti nelle rispettive schede
tecniche.
Consigli per l’installazione
della testa termostatica
Il comando manuale HERZ-TS sostituisce il cappuccio a vite, se, in via eccezionale, la valvola non
fosse dotata di una testa termostatica HERZ. Per il montaggio seguire attentamente le istruzioni
allegate alla confezione.
9102 Comando manuale HERZ-TS-90, serie 9000 “Design”
Comando manuale HERZ-TS
Al termine del periodo di riscaldamento aprire completamente le teste termostatiche ruotandole in
senso antiorario per evitare il deposito di particelle di sporco nella sede della valvola.
Regolazione estiva
4
Il gruppo otturatore termostatico è sostituibile sotto pressione con l’estrattore HERZ 7780 o 7780 H:
• per sostituire il gruppo otturatore termostatico ed eliminare disturbi nel funzionamento provocati
per esempio da particelle di sporco, resti di saldature e brasature.
• versione per impianti a due tubi: modifica con gruppi otturatori termostatici con valori Kv fissi,
graduati oppure con preregolazione, per adattare individualmente le portate volumetriche del
radiatore alle esigenze.
Sostituzione del gruppo
otturatore termostatico
Il radiatore può essere smontato senza svuotare l’impianto intercettando il vitone di regolazione ed il
gruppo otturatore termostatico. Svuotare il radiatore prima di smontarlo.
VTA Univalvola Un attacco termostatizzabile viene intercettato con il cappuccio 6329 montato, l’altro
con un cappuccio di protezione oppure anche con il cappuccio 6329.
VUA Il vitone di regolazione viene chiuso con la chiave multiuso HERZ (1 6625 00) oppure
VTA con una chiave a brugola da 8. L’apertura totale si ottiene dopo 3 – 3,5 giri.
VUA TV Il vitone di regolazione viene chiuso con la chiave multiuso Herz (1 6625 00), oppure
VUA T con una chiave a brugola da 8. L’apertura totale si ottiene dopo 3 - 3,5 giri
4WA T35 Il vitone del ritorno viene chiuso con la chiave multiuso HERZ (1 6625 41) oppure
4WA T50 con una chiave a brugola da 10. L’apertura totale si ottiene dopo 3 – 3,5 giri.
Attenzione: Quando viene montato il radiatore e la valvola viene utilizzata per l’impianto
a due tubi (vitone del bypass chiuso), raccomandiamo di aprire il vitone del bypass di
ca. una rotazione ruotando verso sinistra, prima di aprire il vitone del ritorno. Dopo il
vitone del bypass può essere richiuso.
Proteggere il bocchettone di collegamento per radiatori sulla valvola con una cappuccio di copertura
R = 3/4 (1 8525 52).
Come smontare il radiatore
Questo raccordo speciale è utilizzato tra la valvola e la tubazione per adattare la distanza tra i tubi
ed il radiatore.
I dettagli sono indicati nella scheda tecnica “Raccordi speciali” 3004.
Scambiatore di fl usso a “X”
1. Smontare la testa termostatica HERZ o il comando manuale HERZ-TS.
2. Svitare ora la camera per O-ring comprensiva dell’O-ring e sostituirla con una nuova.
Durante questa fase di sostituzione è necessario tenere fermo il gruppo otturatore per
contrapposizione con una chiave. Con lo smontaggio la valvola è automaticamente
completamente aperta e quindi rimane in atto la tenuta del ritorno, ma è possibile che
fuoriescano delle gocce d’acqua.
3. Rimontare in successione contraria.
Codice del Set O-ring per HERZ-TS-90: 1 6890 00.
Sostituzione della camera
dell’O-ring
5
VTA 40 UNI Valvola a quattro vie, nichelata, per il funzionamento termostatico, con fi letto
M 28 x 1,5 – interasse tubi 40, senza raccordi
1 7768 51 1/2 per impianti monotubo e a due tubi, con sonda lunghezza d’impiego 288 mm, Ø 11 mm
1 7768 50 1/2 per impianti a due tubi, con sonda lunghezza d’impiego 288 mm, Ø 11 mm
1 7768 40 1/2 per impianti monotubo, con sonda lunghezza d’impiego 288 mm, Ø 11 mm
VTA 40 Valvola a quattro vie, nichelata, per il funzionamento termostatico, con fi letto
M 28 x 1,5 – interasse tubi 40, senza raccordi
1 7767 41 1/2 per impianti monotubo, con sonda lunghezza d’impiego 294 mm, Ø 11 mm
1 7767 42 3/4 per impianti monotubo, con sonda lunghezza d’impiego 291 mm, Ø 11 mm
1 7767 51 1/2 per impianti a due tubi, con sonda lunghezza d’impiego 294 mm, Ø 11 mm
1 7767 52 3/4 per impianti a due tubi, con sonda lunghezza d’impiego 291 mm, Ø 11 mm
VTA 50 Valvola a quattro vie, nichelata, per il funzionamento termostatico, con fi letto
M 30 x 1,5 – interasse tubi 40, senza raccordi
1 7767 27 1/2 per impianti monotubo, con sonda lunghezza d’impiego 294 mm, Ø 11 mm
1 7767 26 1/2 per impianti a due tubi, con sonda lunghezza d’impiego 294 mm, Ø 11 mm
Versioni
codici
Valori kv
Portata del radiatore
Valvola per impianto
monotubo
1 3004 34 Raccordo speciale, scambiatore di fl usso G 3/4
1 6248 01 Gomito 90°, a tenuta conica con fi letto maschio G 3/4 e dado
1 6625 00 Chiave multiuso HERZ
1 6807 90 Chiave di montaggio per HERZ-TS-90
1 6822 40 Rosetta a doppio foro
1 7780 00 HERZ-Changefi x, estrattore per gruppi otturatori termostatici M 28 x 1,5 mm
1 7780 98 HERZ-Changefi x, estrattore per gruppi otturatori termostatici M 30 x 1,5 mm
Accessori
1 6390 91 Gruppo otturatore termostatico per impianti a due tubi
1 6390 92 Gruppo otturatore termostatico per impianti monotubo
1 6890 00 Serie O-ring per HERZ-TS-90
Ricambi
Differenza p Impianti monotubo (anello) Impianti a due tubi
1k 1,30 0,28
2k 1,55 0,50
3k 1,70 0,63
aperta 2,00 1,10
6
VUA 40 Valvola a quattro vie, nichelata, per il funzionamento termostatico, bocchettone di
collegamento per radiatori con sonda, con fi letto M 28 x 1,5 – interasse tubi 40, senza
raccordi
1 7783 41 1/2 diritta per impianti a due tubi, con sonda lunghezza d’impiego 154 mm, Ø 11 mm
1 7783 51 1/2 diritta per impianti a due tubi, con sonda lunghezza d’impiego 294 mm, Ø 11 mm
1 7784 41 1/2 a squadra per impianti a due tubi, con sonda lunghezza d’impiego 154 mm, Ø 11 mm
1 7784 42 1/2 a squadra per impianti monotubo, con sonda lunghezza d’impiego 154 mm, Ø 11 mm
1 7786 41 1/2 diritta per impianti monotubo, con sonda lunghezza d’impiego 154 mm, Ø 11 mm
1 7786 51 1/2 diritta per impianti monotubo, con sonda lunghezza d’impiego 294 mm, Ø 11 mm
VUA 50 Valvola a quattro vie, nichelata, per il funzionamento termostatico, bocchettone di
collegamento per radiatori con sonda, con fi letto M 30 x 1,5 – interasse tubi 40, senza
raccordi
1 7786 26 1/2 diritta per impianti monotubo, con sonda lunghezza d’impiego 294 mm, Ø 11 mm
1 7783 26 1/2 diritta per impianti a due tubi, con sonda lunghezza d’impiego 294 mm, Ø 11 mm
1 7784 62 1/2 a squadra per impianti monotubo, con sonda lunghezza d’impiego 154 mm, Ø 11 mm
1 7784 61 1/2 a squadra per impianti a due tubi, con sonda lunghezza d’impiego 154 mm, Ø 11 mm
Differenza p Impianti monotubo (anello) Impianti a due tubi
1k 1,30 0,28
2k 1,55 0,50
3k 1,70 0,63
aperta 2,00 1,10
Versioni
codici
Valori kv
Portata del radiatore
Valvola per impianto
monotubo
1 3004 34 Raccordo speciale, scambiatore di fl usso G 3/4
1 6248 01 Gomito 90°, a tenuta conica con fi letto maschio G 3/4 e dado
1 6625 00 Chiave multiuso HERZ
1 6807 90 Chiave di montaggio per HERZ-TS-90
1 6822 40 Rosetta a doppio foro
1 7780 00 HERZ-Changefi x, estrattore per gruppi otturatori termostatici M 28 x 1,5 mm
1 7780 98 HERZ-Changefi x, estrattore per gruppi otturatori termostatici M 30 x 1,5 mm
Accessori
1 6390 91 Gruppo otturatore termostatico per impianti a due tubi
1 6390 92 Gruppo otturatore termostatico per impianti monotubo
1 6890 00 Serie O-ring per HERZ-TS-90
Ricambi
7
VUA TV Valvole a quattro vie con gruppo otturatore termostatico preregolabile, per collegamento
a un foro con divisorio, per impianti a due tubi per funzionamento termostatico, con
intercettazione verso il radiatore, raccordo del comando termostatico M 28 x 1,5, interasse
tubi 35 mm, versione nichelata, senza raccordi per radiatore e per tubi.
1 7783 67 1/2 x M 22 x 1,5 diritta per impianti a due tubi
1 7784 67 1/2 x M 22 x 1,5 a squadra per impianti a due tubi
VUA T Valvole a quattro vie con gruppo otturatore termostatico, per collegamento a un
foro con divisorio, per impianti a due tubi per funzionamento termostatico, con
intercettazione verso il radiatore, raccordo del comando termostatico M 28 x 1,5,
interasse tubi 35 mm, versione nichelata, senza raccordi per radiatore e per tubi.
1 7783 91 1/2 x M 22 x 1,5 diritta per impianti a due tubi
1 7784 91 1/2 x M 22 x 1,5 a squadra per impianti a due tubi
Versioni
Codici
4WA T Valvole a quattro vie con gruppo otturatore termostatico, per collegamento a un foro
con divisorio, commutabile da funzionamento monotubo a funzionamento a due tubi,
con intercettazione verso il radiatore, versione nichelata, senza raccordi per radiatore
e per tubi G 3/4, adatte per teste termostatiche della seri “H” (30 x 1,5 mm).
1 7765 31 diritta, interasse tubi 35 mm
1 7765 41 a squadra, interasse tubi 50 mm
Versioni
Codici
Bocchettone di collegamento G 3/4 ISO 228 a tenuta piana con divisorio centrale posto trasversale
all’asse longitudinale della valvola, per mandata e ritorno. La mandata per la boccola del radiatore è
sullo stesso lato del collegamento della mandata dal lato tubo, quindi quando si monta il radiatore si
deve prestare particolare attenzione a montare la sonda nella corretta posizione (vedi lo schizzo alla
voce “particolarità costruttive”). L’anello di tenuta del bocchettone di collegamento è presente nella
valvola. Osservare i dati relativi a tipo di radiatore (diaframmi e defl ettori in lamiera) e le indicazioni dei
produttori relativi ai raccordi per la mandata e per il ritorno. Il bocchettone di collegamento con sonda
1 6225 01 non è compreso nella confezione.
Bocchettone di
collegamento per radiatori
non compreso nella
confezione
8
VUA-TV
preregolabile
1 7783 67
1 7784 67
VUA-T
non preregolabile
1 7783 91
1 7784 91
differenza p livello di
preregolazione differenza p rotazioni
1 k 0,25 1 0,03 1 k 0,25 0,25 0,05
2 k 0,48 2 0,04 2 k 0,48 0,5 0,11
3 k 0,65 3 0,09 3 k 0,66 0,75 0,18
aperta 0,74 4 0,14 aperta 0,91 1 0,23
5 0,2 1,25 0,28
6 0,24 1,5 0,36
7 0,27 2 0,4
8 0,32 3 0,45
aperta 0,48 aperta 0,48
Valori kv
Regolando con un cacciavite il vitone di regolazione si può limitare la portata secondo il diagramma. VUA T
Limitazione della portata
Un dispositivo di strozzamento regolabile esternamente in continuo posto dopo la sede della valvola
e comprendente la guarnizione della sede permette di effettuare la preregolazione senza infl uenzare
la corsa del vitone della valvola. Una preregolazione impostata non può essere modifi cata da terzi.
Mediante la chiave di regolazione HERZ, 1 6809 67 per versioni dall’anno 1998 e 1 6808 67 per
versioni fi no all’anno 1998, regolare il gruppo otturatore termostatico.
VUA TV
Procedura di regolazione
1. Togliere la testa termostatica HERZ, il comando manuale o il cappuccio di protezione.
2. Svitare la vite di copertura. Per aiutarsi applicare l’attacco presente sulla chiave di
preregolazione sulla valvola e allentare il cappuccio ruotando a sinistra (in senso
antiorario).
3. Avvitare la chiave di preregolazione sulla valvola e bloccare la parte dentata.
4. Ruotare la parte della chiave che si afferra a destra fi no all’arresto, questo sarà il punto di
partenza per la regolazione.
5. Ruotare il disco di indicazione in modo che l’indicatore corrisponda allo “0” sulla parte che
si afferra.
6. Tenere ferma il disco di indicazione e ruotare la parte che si afferra a sinistra, fi no a
quando il livello desiderato coincida con l’indicazione.
7. Svitare la chiave di regolazione dalla valvola, senza modifi care il livello di regolazione.
8. Serrare a mano la vite di copertura.
9. Montare la testa termostatica HERZ o il comando manuale.
La regolazione è sicura e irraggiungibile da persone non autorizzate.
Procedura di regolazione
VUA TV
Chiave di regolazione
HERZ-TS-90-V
1 6809 67
La tenuta del vitone è un O-ring posto in una camera d’ottone sostituibile durante il funzionamento,
che garantisce così un funzionamento quasi senza manutenzione di lunga durata e semplice della
valvola.
Tenuta del vitone
1 6808 67 Chiave di preregolazione per versioni fi no al 1998 (rosso)
1 6809 67 Chiave di preregolazione per versioni dal 1998 (blu)
1 7780 00 HERZ-Changefi x, estrattore per gruppi otturatori termostatici
Accessori
1 6890 00 Set O-ring per HERZ-TS-90
1 6390 91 Gruppo otturatore termostatico per VUA-T
1 6367 97 Gruppo otturatore termostatico per VUA-TV
Ricambi
9
4WA T
Differenza p Impianti monotubo (anello) Impianti a due tubi
chiusa 0,86 -
2 k 1,38 0,82
3 k 1,44 0,97
aperta 1,56 1,19
Valori kv
Portata del radiatore
Valvola per impianto
monotubo
Dietro a un cappuccio metallico si trova il vitone di intercettazione del ritorno. In questo vitone è posto
concentricamente il vitone di bypass per il funzionamento monotubo o a due tubi. La posizione per
il funzionamento a due tubi si raggiunge ruotano a destra questo vitone fi no all’arresto. Partendo da
questa posizione, ruotando a sinistra si apre il bypass della valvola, che permette di ottenere con
ca. 1,5 rotazioni la posizione regolata in fabbrica pari al 55% della portata del radiatore. Il vitone
di commutazione viene attivato con la chiave multiuso HERZ (1 6625 41) oppure con una chiave a
brugola da 4.
Particolarità costruttive
1 6625 41 Chiave multiuso
1 6890 00 Set O-ring per HERZ-TS-90
1 7780 98 HERZ-Changefi x, estrattore per gruppi otturatori termostatici, serie “H”
Accessori
1 6398 01 Gruppo otturatore termostatico
sostituzione con il HERZ-Changefi x, estrattore per gruppi otturatori
termostatici, serie “H”
Ricambi
vitone di bypass
vitone del ritorno
10
Dimensioni in mm
VTA UNI
VTA 40/50
VUA 40 / VUA 50
VUA T / VUA TV
4WA T
Tutti i dati contenuti in questo documento corrispondono alle informazioni esistenti al momento della stampa e hanno solo carattere
informativo. Ci riserviamo eventuali modifi che di adeguamento al progresso tecnico. Le fi gure si intendono come simboli per i prodotti e
possono quindi differire visivamente dal prodotto stesso. Differenze di colore possono dipendere dalla stampa. Vi possono essere anche
delle differenze nei prodotti in funzione della nazione in cui sono distribuiti. Ci riserviamo eventuali modifi che delle specifi che tecniche e del
funzionamento. Per domande rivolgetevi alla succursale HERZ a voi più vicina.
11
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Richard-Strauss-Straße 22 • A-1230 Wien
e-mail: office@herz-armaturen.com • www.herz-armaturen.com
Diagramma della norma HERZ HERZ-VTA in impianti monotubo
Art.Nr. 7767 • 7768 Dim. R = 1/2, 3/4
valore kv
perdita di carico
portata di massa
aperto
Livelli di preregolazione 7767
12
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Diagramma della norma HERZ HERZ-VTA in impianti a due tubi
Art.Nr. 7767 Dim. R = 1/2
valore kv
perdita di carico
portata di massa
aperto
Livelli di preregolazione 7767
differenza p valore kv
aperto
13
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Diagramma della norma HERZ HERZ-VUA in impianti monotubo
Art.Nr. 7786 Dim. R = 1/2
valore kv
perdita di carico portata di massa
aperto
differenza p valore kv
aperto
14
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Diagramma della norma HERZ HERZ-VUA in impianti a due tubi
Art.Nr. 7783 Dim. R = 1/2
valore kv
perdita di carico
portata di massa
aperto
differenza p valore kv
aperto
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Diagramma della norma HERZ HERZ-VUA-TV
Art.Nr. 1 7783 67 • 1 7784 67 valvole non preregolate
valore kv
perdita di carico
portata di massa
aperto
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Diagramma della norma HERZ HERZ-VUA-TV
Art.Nr. 1 7783 67 • 1 7784 67 preregolazione mediante gruppo otturatore
termostatico preregolabile
valore kv
perdita di carico portata di massa
aperto
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Diagramma della norma HERZ HERZ-VUA-T
Art. Nr. 1 7783 91 • 1 7784 91 valvole non preregolate
valore kv
perdita di carico
portata di massa
aperto
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Diagramma della norma HERZ HERZ-VUA-T
Art.Nr. 1 7783 91 • 1 7784 91 preregolazione mediante vitone di regolazione
valore kv
perdita di carico
portata di massa
aperto
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Diagramma della norma HERZ 4WA-T35, diritta per impianti
Art. Nr. 7765 4WA-T50, a squadra
valore kv
perdita di carico
portata di massa
aperto
Elemento strozzatore ad anello 1,5 rotazioni
chiuso
Percentuale di flusso deviato sul radiatore con regolazione del bypass per Univalvola
1 7868 51
Con impianti MONOTUBO la posizione del bypass (vite a brugola) deve essere aperta almeno di 3,5 giri (da completamente chiusa)
Numero di giri della vite a brugola da posizione completamente chiusa
Percentuale di flusso nel radiatore [ % ]
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Valvole termostatiche per radiatori termosifoni Klimit Herz






Le valvole termostatiche Herz TS-90 sono corredate
da teste termostatiche a liquido, campo d’impiego
6-30 °C, con posizione “0” e protezione antigelo 6 °C.
Limitazione e bloccaggio dei valori
d’impiego grazie a fermi.
50 www.impiantinews.com Anno XX OTTOBRE 2005 n. 10 scheda tecnica
Valvole termostatiche con sensore a liquido
La valvola termostatica
Herz serie 7824 con testa a
liquido “Mini”, proposta da Klimit, è composta
da una valvola con otturatore in ottone dotato
di guarnizione toroidale e da una testa
termostatica con sensore a liquido
termosensibile “Hydrosensor” che, a contatto
diretto con l’aria, è in grado di leggere le
variazioni della temperatura del locale e agire
di conseguenza sull’otturatore della valvola. In
caso di un aumento della temperatura del
locale per fonti esterne all’impianto (come un
fornello acceso o un irraggiamento solare nelle
ore più calde della giornata), il liquido
all’interno della testa termostatica
aumenta di volume (come il
mercurio nei termometri) e spinge
l’otturatore della valvola andando a
diminuire il flusso di acqua calda
all’interno del radiatore fino a
chiuderlo totalmente in casi di
sovrariscaldamento eccessivo del
locale. Viceversa, la valvola
termostatica aprirà il
flusso dell’acqua calda
nei casi in cui, all’interno
della stanza, sia
necessario più calore per
raggiungere la temperatura
impostata dall’utente. Queste
operazioni consentono di mantenere costante
la temperatura della stanza e di personalizzarla
in ogni singolo locale.
Gli impianti “sbilanciati” sono causati, infatti,
dalla mancanza di regolazione di flusso nei
radiatori, così ci si ritrova con stanze
sovrariscaldate perché troppa acqua passa solo
su alcuni radiatori e non su altri. Le valvole
termostatiche, in questo caso, una volta
raggiunta la temperatura sulle stanze
“privilegiate”, riducono il flusso in questi
radiatori a favore di quelli più distanti, con il
risultato di ottenere automaticamente un
bilanciamento corretto dell’impianto.
Inoltre, questi dispositivi, parzializzando il flusso
di acqua nel radiatore, fanno in modo che entri
solamente la giusta quantità di fluido che
scambia tutto il suo calore all’ambiente. Questo
permette di ottenere un ΔT di oltre 20 °C che
risulta importante soprattutto quando si usano
caldaie a condensazione.
Infine, funzionano senza energia esterna e non
richiedono passaggi di fili elettrici.
Segnare 800 cartolina servizio informazioni
Carta d’identità
Nome
Serie 7824 con testa a
liquido “Mini”
Produttore
Herz Armaturen
Distributore
Klimit
Povolaro di Dueville (VI)
Rappresentante esclusivo per l’Italia dei
prodotti Herz Armaturen
Tipologia di prodotto
Valvola termostatica per radiatori
Applicazioni
Regolano il flusso
di acqua calda presente
nel radiatore consentendo
di mantenere costante la temperatura
in ogni stanza
Funzionamento
La testa termostatica è
dotata di un sensore a
liquido che, a contatto diretto
con l’aria della stanza, permette di
regolare il flusso di acqua calda
all’interno del radiatore, andando a
limitarlo nel caso in cui ci sia un apporto
di calore da fonti esterne, oppure
aumentandolo nel caso in cui l’ambiente
risulti freddo
ΔT
Parzializzando il flusso
di acqua nel radiatore,
la valvola fa in modo che entri
solamente la giusta quantità di fluido
che scambia tutto il suo calore
all’ambiente. Questo permette
di ottenere un ΔT di oltre 20 °C
Luca Faburlani,
Termoidraulica Idrofast, Almisano
di Lonigo (VI)
«Queste valvole sono alla base di un reale risparmio
energetico, essendo appositamente studiate
per ottenere la temperatura più adeguata
in ogni singolo locale, differenziata in base
alle specifiche esigenze. In sostanza rispondono
concretamente alla regola più importante
in questo campo che è quella di consumare
solo dove serve e nella quantità desiderata.
Anche la loro installazione avviene in
modo estremamente rapido, dell’ordine di pochi
secondi.
Dal punto di vista estetico sono valvole con un
impatto visivo ridotto, viste le loro dimensioni
veramente contenute, molto simili a quelle
delle valvole manuali. Tra i punti di forza principali
della linea va senz’altro segnalato il fatto
che l’otturatore di queste valvole non si
blocca mai, neanche dopo un prolungato periodo
di inattività del radiatore, per esempio durante
la stagione estiva. Essendo conico, infatti, non
si corre mai il rischio che al momento dell’accensione
dei caloriferi esso vada a bloccare il
flusso dell’acqua calda, come invece spesso accade
con le valvole termostatiche dotate di
otturatori con o-ring di forma piatta».
Il parere dell’installatore
1 2 3
4
1 La valvola Herz-3-D a tre assi
permette l’installazione di una testa
termostatica senza sporgere
dal radiatore. La valvola a tre assi
è costruita sia a corpo sinistro
sia a corpo destro
2 Le valvole termostatiche della serie
De Luxe donano ai radiatori un tocco
di design, colore e funzionalità,
eliminando la monotonia e portando
colore nel mondo del riscaldamento
3 Herz-TS-FV. Valvole termostatiche
con regolazione micrometrica
e preregolazione visibile.
Nate per soddisfare il mondo
del teleriscaldamento, possono
arrivare ad avere kW bassissimi
4 La nuova gamma di teste
termostatiche Herz “Mini”
con Hydrosensor a liquido
è particolarmente apprezzata
per le dimensioni esterne. Le sue
misure ridotte (lunghezza 75 mm
e diametro 45 mm) la rendono la più
piccola testa termostatica a liquido

Valvole termostatiche per radiatori termosifoni Caleffi






IDRAULICA PUBBLICAZIONE PERIODICA DI INFORMAZIONE TECNICO-PROFESSIONALE
02.97 13
CALEFFI SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE -
PUBBLICITÀ 50% NOVARA
GLI IMPIANTI A
VALVOLE TERMOSTATICHE
SOMMARIO
2 IDRAULICA
3
4
7
8
11
14
22
23
GLI IMPIANTI A VALVOLE TERMOSTATICHE
Analisi degli impianti realizzati con valvole termostatiche, dei
materiali e degli interventi necessari ad eseguirne alcune soluzioni
PRINCIPALI CARATTERISTICHE DELLE VALVOLE TERMOSTATICHE
Valvole termostatiche a due vie, a tre vie, a quattro vie, a sistema
misto
CONSIDERAZIONI SULLA SCELTA DELLE VALVOLE
TERMOSTATICHE
INCONVENIENTI CONNESSI ALL’USO DELLE VALVOLE
TERMOSTATICHE A DUE VIE
Rumorosità delle valvole, funzionamento irregolare delle pompe,
surriscaldamento dell’acqua
DISPOSITIVI DI EQUILIBRATURA PER IMPIANTI CON VALVOLE
TERMOSTATICHE A DUE VIE
Valvole di sfioro, regolatori di pressione differenziale a membrana,
pompe a velocità variabile, autoflow
LA REALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI CON VALVOLE
TERMOSTATICHE A DUE VIE
Impianti autonomi con caldaiette, impianti con caldaie a terra per
case unifamiliari, impianti centralizzati per edifici multipiano,
impianti centralizzati per case a schiera
CONCLUSIONI
PANORAMA
Le nuove valvole termostatiche Caleffi
Direttore responsabile: Mario Tadini Responsabile di Redazione: Fabrizio Guidetti
Hanno collaborato a questo numero: Mario e Marco Doninelli, Claudio Tadini, Andrea Milani, Claudio Ardizzoia, Stefanacci e Ciarlo Fotografi
IDRAULICA Pubblicazione registrata presso il Tribunale di Novara al n. 26/91 in data 28/9/91
Editore: Tipolitografia La Moderna srl - Novara Stampa: Tipolitografia La Moderna - Novara
NOTIZIARIO DI
IMPIANTISTICA
IDRAULICA 3
Su questa rivista ci siamo già occupati degli
impianti a valvole termostatiche.
In particolare nel numero due (01.92)
abbiamo esaminato i principali vantaggi che
questi impianti possono offrire: vantaggi che
riguardano soprattutto il comfort termico e il
risparmio energetico.
Nel numero sei (01.94) abbiamo poi
segnalato alcuni gravi inconvenienti legati
all’uso delle valvole termostatiche in impianti
con caldaiette; e su tali inconvenienti, seppure
in un contesto diverso, torneremo ancora di
seguito.
Ora invece intendiamo esaminare più in
generale i problemi legati alla realizzazione
degli impianti con queste valvole.
Dapprima cercheremo di ben evidenziare
per quali motivi le valvole termostatiche
possono mettere in crisi gli impianti concepiti e
realizzati in modo tradizionale.
Analizzeremo poi i materiali e gli interventi
necessari per realizzare, con queste valvole,
impianti correttamente funzionanti.
Proporremo infine alcune soluzioni
utilizzabili per realizzare sia impianti autonomi,
sia impianti centralizzati. Tutte le soluzioni
proposte sono già state realizzate e collaudate
in opera: inoltre funzionano da almeno due
anni.
L’articolo sarà sviluppato secondo i seguenti
capitoli e sottocapitoli:
❐ Valvole termostatiche a due vie
❐ Valvole termostatiche a tre vie
❐ Valvole termostatiche a quattro vie
❐ Valvole termostatiche a sistema misto
❐ Rumorosità delle valvole
❐ Funzionamento irregolare delle pompe
❐ Surriscaldamento dell’acqua
❐ Valvole di sfioro
❐ Regolatori di pressione differenziale a
membrana
❐ Pompe a velocità variabile
❐ Autoflow
❐ Impianti autonomi con caldaiette
❐ Impianti con caldaie a terra per case
unifamiliari
❐ Impianti centralizzati per case multipiano
❐ Impianti centralizzati per case a schiera
Gli impianti
a valvole termostatiche
(Ingg. Mario e Marco Doninelli dello studio tecnico S.T.C.)
PRINCIPALI CARATTERISTICHE
DELLE VALVOLE TERMOSTATICHE
CONCLUSIONI
CONSIDERAZIONI SULLA SCELTA
DELLE VALVOLE TERMOSTATICHE
INCONVENIENTI CONNESSI
ALL’USO DELLE VALVOLE
TERMOSTATICHE A DUE VIE
DISPOSITIVI DI EQUILIBRATURA
PER IMPIANTI CON VALVOLE
TERMOSTATICHE A DUE VIE
LA REALIZZAZIONE DEGLI
IMPIANTI CON VALVOLE
TERMOSTATICHE A DUE VIE
4 IDRAULICA
Le termostatiche sono valvole che, oltre ad
esercitare le normali funzioni delle valvole per
corpi scaldanti, sono in grado anche di
regolare la temperatura ambiente dei locali in
cui sono installate.
Sono essenzialmente costituite da tre parti:
1. il corpo valvola dove si trovano alloggiati il
pistone e l’otturatore;
2. la manopola di regolazione che serve ad
impostare la temperatura voluta;
3. il bulbo di dilatazione che fornisce la forza
motrice necessaria per far funzionare la
valvola.
La manopola di regolazione e il bulbo
possono essere montati direttamente sul corpo
valvola, oppure possono essere installati a
distanza.
Conviene installare a distanza il bulbo
quando la valvola non si trova in condizioni
idonee a rilevare una temperatura ambiente
significativa: ad esempio quando è posta in
nicchie o sotto le tende, oppure ancora quando
è esposta direttamente ai raggi del sole e alle
correnti d’aria.
I tempi e i modi con cui le valvole
termostatiche intervengono a regolare la
temperatura ambiente si possono così
riassumere:
a) se la temperatura dell’aria è più alta di
quella prefissata, il bulbo si dilata e manda
in chiusura (parziale o totale) l’otturatore
della valvola.
Diminuisce così (fino ad annullarsi) il flusso
del fluido attraverso il corpo scaldante e
quindi la quantità di calore ceduta
all’ambiente;
b) se la temperatura dell’aria è più bassa
di quella prefissata, il bulbo si contrae e
consente una maggior apertura della
valvola.
Aumenta così il flusso del fluido attraverso il
corpo scaldante e quindi la quantità di
calore ceduta all’ambiente.
Le valvole termostatiche normalmente
utilizzate possono essere suddivise in quattro
tipi:
❐ valvole termostatiche a 2 vie,
❐ valvole termostatiche a 3 vie,
❐ valvole termostatiche a 4 vie,
❐ valvole termostatiche a sistema misto.
Principali caratteristiche
delle valvole termostatiche
Sezione della valvola termostatica Caleffi serie 200
IDRAULICA 5
Sono utilizzate in impianti a due tubi e a
collettori.
Le valvole termostatiche a 2 vie regolano la
temperatura ambiente facendo variare la
quantità di fluido che passa sia attraverso il
corpo scaldante, sia attraverso il circuito
secondario derivato. Fanno quindi funzionare
gli impianti a portata variabile.
Come le valvole a 2 vie sono utilizzate in
impianti a due tubi e a collettori.
Le valvole termostatiche a 3 vie regolano la
temperatura ambiente facendo variare la
quantità di fluido che passa attraverso il corpo
scaldante e mantenendo praticamente
costante la portata del circuito secondario
derivato.
Questo tipo di funzionamento è possibile
grazie alla via di by-pass e consente di far
funzionare gli impianti praticamente a portata
costante sia con valvole chiuse, sia con
valvole aperte.
Valvole termostatiche a 2 vie Valvole termostatiche a 3 vie
Valvola termostatica a due vie
Valvola aperta
Valvola chiusa
Valvola termostatica a tre vie
Valvola aperta
Valvola chiusa
6 IDRAULICA
Sono utilizzate per realizzare impianti
monotubo ad anello.
Le valvole termostatiche a 4 vie (come
quelle a 3 vie) regolano la temperatura
ambiente facendo variare la quantità di fluido
che passa attraverso il corpo scaldante e
mantenendo praticamente costante (grazie al
by-pass interno) la portata del circuito derivato.
Pertanto anche le termostatiche a 4 vie
consentono il funzionamento degli impianti a
portata costante.
Se non hanno manopola e bulbo scorporati,
queste valvole sono troppo basse per essere
facilmente regolabili e per poter “lavorare” in
base ad una significativa temperatura
ambiente.
Sono utilizzate per realizzare impianti
monotubo ad anello.
Queste valvole, come quelle a 3 e a 4 vie,
consentono (grazie al by-pass esterno) il
funzionamento degli impianti a portata
costante.
Sono valvole utilizzate soprattutto per evitare
gli inconvenienti tipici delle valvole a 4 vie
normali (manopola e bulbo troppo bassi). Sono
utilizzate anche per realizzare impianti ad
anello con corpi scaldanti (ad esempio le
piastre) che non consentono l’inserimento delle
sonde.
Valvole termostatiche a 4 vie Valvole termostatiche a
sistema misto
Valvola termostatica a quattro vie
Valvola
chiusa
Valvola
aperta
Valvola
chiusa
Valvola termostatica a sistema misto
Valvola
aperta
IDRAULICA 7
Dall’esame svolto sulle modalità di
funzionamento delle valvole termostatiche,
risulta quindi che queste valvole possono far
funzionare gli impianti sia a portata variabile,
sia a portata costante.
Le valvole che fanno funzionare gli impianti
a portata costante (cioè quelle dotate di bypass
esterni o interni) non creano problemi.
Infatti con queste valvole gli impianti funzionano
con le stesse portate, e quindi con le stesse
pressioni, sia a valvole aperte, sia a valvole
chiuse. Si tratta però di valvole che (seppur
molto utilizzate nei paesi nordeuropei) non
trovano da noi molti estimatori, perchè sono
giudicate ingombranti e poco in linea con i
nostri canoni estetici.
Le valvole che fanno funzionare gli impianti
a portata variabile (cioè quelle a 2 vie)
possono invece dar luogo a seri
inconvenienti. Infatti queste valvole variando le
portate fanno variare notevolmente anche le
pressioni e in tal modo squilibrano gli impianti.
Ed è proprio a tali squilibri che sono da
addebitare (come vedremo meglio in seguito)
numerosi inconvenienti, quali: la rumorosità
delle valvole, l’irregolare funzionamento delle
pompe e il surriscaldamento dell’acqua in
zona caldaia.
Per motivi di natura estetica, sono tuttavia
queste le valvole scelte di preferenza nel
nostro paese. Pertanto sono queste le valvole
che dobbiamo saper utilizzare correttamente.
In particolare dobbiamo saper ben
riconoscere le insidie che esse possono
nascondere e dobbiamo conoscere anche l’uso
dei materiali e delle tecniche di equilibratura
che servono a disattivare tali insidie.
Considerazioni sulla scelta
delle valvole termostatiche
VALVOLE TERMOSTATICHE
A DUE VIE
FUNZIONAMENTO IMPIANTO
a portata variabile
PRINCIPALI CARATTERISTICHE DELLE VALVOLE TERMOSTATICHE
RICHIESTI INTERVENTI
DI EQUILIBRATURA
POSSIBILI INCONVENIENTI
- rumorosità delle valvole
- funzionamento irregolare pompe
- surriscaldamento dell’acqua
VALVOLE TERMOSTATICHE
CON BY-PASS
-valvole a tre vie
- valvole a quattro vie
- valvole a sistema misto
FUNZIONAMENTO IMPIANTO
a portata costante
NON RICHIESTI INTERVENTI
DI EQUILIBRATURA
POSSIBILI INCONVENIENTI
nessuno dal punto di vista idraulico
➧ ➧ ➧
➧ ➧ ➧
8 IDRAULICA
Come già accennato i principali
inconvenienti connessi all’uso delle valvole
termostatiche a due vie sono:
❐ la rumorosità delle valvole,
❐ il funzionamento irregolare delle pompe,
❐ il surriscaldamento dell’acqua in zona
caldaia.
Di seguito cerchiamo di analizzare i motivi
per cui possono insorgere tali inconvenienti.
Col chiudersi delle valvole a due vie
aumenta la spinta (o meglio la pressione
differenziale) che la pompa cede ai circuiti
rimasti aperti. E questo avviene perchè la
pompa “spende” nei circuiti rimasti aperti
l’energia che non può più “spendere” nei
circuiti che le valvole hanno chiuso in modo
parziale o totale.
In corrispondenza delle valvole (cioè nelle
zone di massimo strozzamento del fluido), tali
incrementi di pressione differenziale possono
far insorgere facilmente fenomeni di
cavitazione: vale a dire fenomeni (ved.
Idraulica n. 12) che causano forti vibrazioni e
intensi rumori del tipo a scoppiettio o a colpi di
martello.
È praticamente impossibile stabilire in
generale un valore limite di pressione
differenziale oltre il quale si innescano i
fenomeni di cavitazione. Troppi infatti sono i
fattori che influenzano l’insorgere di tali
fenomeni, quali ad esempio:
❐ la temperatura dell’acqua,
❐ la pressione dell’impianto,
❐ il profilo sede-otturatore delle valvole,
❐ il livello di disaerazione dell’acqua.
In genere però è consigliabile fare in modo
che le valvole (sia termostatiche che normali)
non “lavorino” con pressioni differenziali
superiori a 2.000-2.200 mm c.a..
Inconvenienti connessi
all’uso delle valvole
termostatiche a due vie
Rumorosità delle valvole
2 3 4
Rappresentazione del fenomeno di cavitazione
IDRAULICA 9
Col chiudersi delle valvole termostatiche a
due vie può diminuire notevolmente la portata
dell’impianto in quanto le valvole chiudono le
vie di flusso ai corpi scaldanti senza attivare vie
alternative di by-pass.
Con portate molto più piccole di quelle per
cui sono state dimensionate, le pompe
normali (cioè quelle senza regolatori automatici
di velocità) “lavorano fuori curva”: di
conseguenza si surriscaldano e corrono il
rischio di bruciarsi.
Con portate molto piccole non solo si ha
un funzionamento irregolare delle pompe, ma
sussiste anche il pericolo che si surriscaldi
l’acqua in zona caldaia.
Infatti con portate molto piccole (al limite
nulle) l’impianto non è più in grado di asportare
il calore che rimane immagazzinato nel corpo
caldaia dopo lo spegnimento del bruciatore. E
questo calore può surriscaldare l’acqua fino a
causare il “blocco” dell’impianto per
l’intervento dei dispositivi di sicurezza a
riarmo manuale.
L’acqua surriscaldata può inoltre
danneggiare la membrana dei vasi di
espansione.
Funzionamento irregolare
delle pompe
Surriscaldamento dell’acqua
Funzionamento di una pompa tradizionale
con valvole termostatiche a due vie
Pompa in condizioni normali
di surriscaldamento
Pompa in condizioni
Valvola termostatica
Illustrazione surriscaldamento acqua
con basse portate attraverso la caldaia
Involucro camera di combustione
zona di accumulo calore
10 IDRAULICA
Quadro riassuntivo dei possibili inconvenienti connessi all'uso delle valvole termostatiche a due vie
Blocco della valvola di
intercettazione del combustibile
per surriscaldamento dell'acqua
Rumorosità delle valvole
Blocco del termostato a riarmo manuale
per surriscaldamento dell'acqua
Surriscaldamento e possibile
"bruciatura" dell'elettropompa
Danni alla membrana del
vaso di espansione per
surriscaldamento dell'acqua
IDRAULICA 11
Per evitare gli inconvenienti connessi all’uso
delle valvole termostatiche a due vie si può
ricorrere all’aiuto dei seguenti dispositivi di
equilibratura:
1. valvole di sfioro,
2. regolatori di pressione differenziale a
membrana,
3. pompe a velocità variabile,
4. autoflow.
Sono valvole a molla che servono a
realizzare by-pass per limitare la differenza di
pressione fra due punti dell’impianto.
Sono costituite essenzialmente da una
manopola di regolazione, da una molla interna
di contrasto e da un otturatore.
L’otturatore apre il circuito di by-pass solo
quando è sottoposto ad una pressione
differenziale superiore a quella impostata sulla
manopola di regolazione.
Queste valvole sono installate sia a by-pass
dell’impianto, sia a by-pass delle pompe. La
soluzione che prevede il by-pass dell’impianto
è in genere preferibile perchè assicura la
circolazione del fluido attraverso la caldaia
anche a valvole termostatiche chiuse.
Le valvole di sfioro sono valvole che
presentano il vantaggio di essere poco
costose. Tuttavia, in zona caldaia e con acque
“dure”, sono esposte al pericolo del calcare
che può “incollare” alla sede i loro otturatori.
Dispositivi di equilibratura
per impianti con valvole
termostatiche a due vie
Valvole di sfioro
Valvola di sfioro in sezione
Valvole di sfioro (esempi di messa in opera)
Valvola termostatica
installata a by-pass dell'impianto
Valvola di sfioro
installata a by-pass della pompa
Valvola di sfioro
12 IDRAULICA
Servono a mantenere costante la
pressione differenziale fra due punti
dell’impianto.
Sono essenzialmente costituiti da una
manopola (o da un cursore) di regolazione, due
sonde per il rilievo della pressione e un
otturatore comandato da una membrana.
Al variare della pressione differenziale,
l’otturatore si apre, o si chiude, in modo da
mantenere costante la differenza di pressione
impostata sulla manopola o sul cursore di
regolazione.
Oltre che in posizione di by-pass, questi
regolatori di pressione possono essere installati
anche direttamente sulla rete di distribuzione
dell’impianto.
I regolatori di pressione differenziale a
membrana sono in grado di assicurare ottime
prestazioni. Non sono tuttavia molto utilizzati
perchè hanno un costo elevato e sono alquanto
ingombranti.
Regolatori di pressione
differenziale a membrana
Regolatori di pressione a membrana
(esempi di messa in opera)
Valvola termostatica
installato a by-pass dell'impianto
Regolatore di pressione a membrana
installato sul ritorno dell'impianto
Regolatore di pressione a membrana
+
--
Sezione di un regolatore di pressione
differenziale a membrana
IDRAULICA 13
Sono pompe in grado di controllare e
regolare automaticamente la pressione
differenziale ceduta all’impianto. Possono
lavorare sia a pressione costante, sia a
pressione proporzionale.
Nel primo caso (al di sotto di una certa
portata) la pressione differenziale della pompa
è mantenuta a livello costante
indipendentemente dalla quantità di fluido che
circola nell’impianto.
Nel secondo caso invece (sempre al di sotto
di una certa portata) la pressione differenziale
della pompa diminuisce col diminuire della
quantità di fluido che circola nell’impianto.
Sono dispositivi in grado di mantenere
automaticamente costante la quantità di
fluido che passa attraverso le derivazioni su
cui sono posti.
L’elemento regolatore di questi stabilizzatori
di portata è un pistone mobile con sezione di
passaggio a geometria variabile.
La relazione pressioni/portate degli autoflow
può essere rappresentata con un diagramma
del tipo sotto riportato.
Nel contesto che stiamo esaminando gli
autoflow consentono di attivare by-pass in
grado di assicurare (anche a valvole
termostatiche chiuse) una ben determinata
portata attraverso il generatore di calore.
Pompe a velocità variabile Autoflow
Funzionamento pompa a pressione costante
Prevalenza
Portata
Sezione di un autoflow
Portata
differenziale
Pressione
Portate di un autoflow
Campo di lavoro
Funzionamento pompa a pressione proporzionale
Prevalenza
Portata
14 IDRAULICA
Nei precedenti capitoli abbiamo preso in
esame sia gli inconvenienti che possono essere
causati dalle valvole termostatiche a due vie,
sia i dispositivi normalmente utilizzati per
superare tali inconvenienti.
Di seguito proponiamo alcuni schemi
funzionali per la conveniente realizzazione
degli impianti di maggior interesse generale,
vale a dire:
1. gli impianti autonomi con caldaiette,
2. gli impianti autonomi con caldaie a terra
per case unifamiliari,
3. gli impianti centralizzati per edifici
multipiano,
4. gli impianti centralizzati per case a schiera.
Sono impianti dove (per il limitato spazio
disponibile) risulta ingombrante realizzare bypass
esterni di bilanciamento.
D’altra parte sono sempre più numerosi i
produttori che garantiscono l’equilibratura
interna delle loro caldaiette, assicurando che
esse sono in grado di evitare tutti i problemi
connessi al chiudersi delle valvole
termostatiche.
Purtroppo però queste assicurazioni
spesso e volentieri non corrispondono al vero.
E ad aggravare la situazione concorre anche il
fatto che il progettista ha ben pochi mezzi per
difendersi: cioè ha ben pochi mezzi per
valutare “a priori” (dato che “a posteriori” è
troppo tardi) se si tratta di assicurazioni
attendibili o meno.
Per cercare maggiori garanzie
sull’attendibilità di queste assicurazioni si
potrebbe essere indotti a scegliere
preferenzialmente caldaiette prodotte nei paesi
stranieri che possono contare su una lunga e
consolidata tradizione per quanto riguarda
l’uso delle valvole termostatiche.
È una via però non del tutto sicura, perchè
spesso in questi paesi si fa riferimento ad una
realtà ben diversa dalla nostra, basata sull’uso
di valvole a tre e a quattro vie: cioè su valvole
che, come abbiamo visto, non richiedono alcun
dispositivo di equilibratura.
Può essere d’aiuto invece non accontentarsi
di semplici e generiche dichiarazioni, ma
procedere sulla base di un sano scetticismo.
Può ad esempio risultare molto utile richiedere
e verificare altri dati tecnici ed elementi di
garanzia, quali:
❐ il diagramma prevalenza/portata agli
attacchi della caldaia esteso fino a portata
nulla.
A ben poco serve invece il semplice
diagramma di lavoro della pompa;
❐ una chiara descrizione del sistema di
equilibratura attestante se la pressione
differenziale massima è fissa oppure
regolabile.
In ogni caso deve essere possibile lavorare
anche per portate piccole con differenze di
pressione (fra andata e ritorno) non superiori
ai 2.000 mm c.a.;
❐ garanzie che il sistema di equilibratura
adottato non teme il calcare, o almeno non
lo teme fino ad un certo grado di durezza
dell’acqua.
Comunque le nostre esperienze in merito
sono state talmente negative da indurci a
contattare un produttore per farci predisporre
apposite caldaiette con circolatore a portata
variabile e by-pass interno con autoflow: una
soluzione questa del tutto analoga a quella più
avanti riportata per gli impianti autonomi con
caldaie a terra.
La realizzazione degli
impianti con valvole
termostatiche a due vie
Impianti autonomi con
caldaiette
IDRAULICA 15
Abbiamo adottato anche (e lo adottiamo
tuttora con caldaiette della cui equilibratura
interna ci fidiamo poco) un sistema a
“minizona”. Tale sistema (già proposto nel n. 6
di Idraulica) consiste nell’affiancare alle valvole
termostatiche una minizona con valvole normali
e autoflow, così come illustrato nel disegno
sotto riportato.
La minizona (asservita ad un termostato
ambiente) serve ad assicurare il passaggio di
una certa quantità di fluido nell’impianto e serve
pertanto a limitare lo sbilanciamento indotto
dalle valvole termostatiche.
L’autoflow (che può essere posto sul bypass
della valvola di zona o sul circuito che
alimenta la zona stessa) serve a garantire una
portata costante sia a valvola aperta, sia a
valvola chiusa.
L’autoflow è necessario perchè senza tale
dispositivo la valvola di zona in posizione di
chiusura potrebbe “rubare” acqua (attraverso
la via facilitata del by-pass) ai corpi scaldanti
regolati con valvole termostatiche.
Valvola normale
Valvola termostatica
Impianto autonomo del tipo a minizona
ZONA GIORNO
TA
Autoflow
ZONA NOTTE
16 IDRAULICA
Per questi impianti possono essere
convenientemente adottate due soluzioni: la
prima con gruppo preassemblato di
regolazione climatica, la seconda con pompa a
velocità variabile e by-pass con autoflow.
La prima soluzione (cioè quella con gruppo
preassemblato di regolazione) affida alle
valvole termostatiche solo il compito di regolare
gli apporti di calore gratuito e (grazie alla
regolazione climatica di base) consente di:
❐ tenere in circolazione fluido alla minor
temperatura possibile;
❐ assicurare superfici dei radiatori
generalmente calde in modo omogeneo;
❐ limitare i fenomeni di combustione del
pulviscolo atmosferico (Idraulica n. 9).
Gruppo di regolazione termica Caleffi 150
costituito da:
- valvola di regolazione a quattro vie,
- regolatore climatico,
- elettropompa,
- valvola di sfioro.
Impianti con caldaie a terra
per case unifamiliari
0,25
0,5
0,75
1,0
1,25
1,5
1,75
2,0
2,25
100
80
60
40
20
20 15 10 5 0 -5 -10 -15 -20
12
3
6
9
18 17 16 15 14 13 12 11 10 9 8 7 6 5 4 3 2 1 24 23 22 21 20 19
WATCH
CALEFFI
0,25
0,5
0,75
1,0
1,25
1,5
1,75
2,0
2,25
20
Impianto autonomo con gruppo termico
Sonda
esterna regolazione
termica
Gruppo di
termostatica
Valvola
Orologio
programmatore
IDRAULICA 17
La seconda soluzione, cioè quella con
pompa a velocità variabile e autoflow, presenta
soprattutto il vantaggio di costare meno della
prima. Non può vantare tuttavia le stesse
prestazioni.
Con questa soluzione il fluido è distribuito a
temperatura costante e pertanto compete solo
alle valvole termostatiche il compito di regolare
la temperatura ambiente.
La pompa a velocità variabile serve a tener
sotto controllo gli incrementi di pressione
nell’impianto.
Il by-pass con autoflow serve invece ad
assicurare una circolazione minima (possono
bastare 200-250 l/h) attraverso il generatore di
calore.
Nei due schemi proposti è stato previsto
anche un circuito per ventilconvettori.
Solitamente infatti in questo tipo di case ci
sono locali (ad esempio taverne o lavanderie)
che vengono riscaldati solo saltuariamente e
che pertanto richiedono una rapida messa a
regime: prestazione questa che non può essere
ottenuta con radiatori o con convettori.
Per la regolazione dei ventilconvettori è
consigliabile prevedere:
❐ un orologio programmatore;
❐ termostati ambiente che agiscono sui
ventilatori;
❐ termostati di minima che disattivano i
ventilatori quando la temperatura del fluido
è inferiore a 45°C.
Autoflow
Impianto autonomo con pompa a velocità variabile e autoflow
a velocità variabile
Pompa
termostatica
Valvola
Orologio
programmatore
V
18 IDRAULICA
Per questi impianti (a differenza di quanto
avviene per quelli autonomi) può non bastare
tener sotto controllo la pressione differenziale
in centrale termica per evitare il formarsi in
rete di pressioni troppo alte.
Un esempio può servire a meglio chiarire
questa affermazione.
Si consideri l’impianto il cui schema
funzionale è sotto riportato e lo si consideri
dotato di una pompa a velocità variabile con
regolatore a pressione costante tarato a 6.000
mm c.a. (pressione minima necessaria per
assicurare la portata richiesta a valvole aperte).
Si consideri poi l’impianto funzionante con
una sola valvola aperta.
In questo caso l’esigua portata in
circolazione rende minime le perdite di carico
tra la caldaia e il radiatore aperto, quindi la
pompa “spende” la maggior parte della sua
prevalenza sulla valvola di tale radiatore.
Nel caso specifico in esame si può ritenere
che la pompa “spenda” sulla valvola rimasta
aperta non meno di 4.000 mm c.a.: pressione
troppo alta per garantire il funzionamento
silenzioso della valvola stessa.
D’altra parte anche con pompe regolate a
pressione proporzionale si possono avere
problemi. Infatti con queste pompe (ved.
relativo diagramma di funzionamento) ad una
certa portata corrisponde una sola e ben
definita pressione: pressione che (sempre
procedendo per casi estremi) può essere
troppo alta quando si deve servire solo il primo
radiatore e troppo bassa quando si deve
servire solo l’ultimo.
Impianti centralizzati
per edifici multipiano
Autoflow
Δp costante = 6.000 mm c.a.
Pompa a velocità variabile
Valvola di taratura
V
IDRAULICA 19
Gli impianti centralizzati con valvole
termostatiche a due vie possono presentare
dunque caratteristiche e modi di funzionare che
richiedono un controllo delle pressioni
differenziali non solo in centrale termica ma
anche lungo la rete di distribuzione. In generale
è necessaria l’equilibratura lungo la rete
quando le pompe funzionano con prevalenze
che superano i 4.000 mm c.a..
Per la realizzazione di questi impianti si
propongono due soluzioni: la prima valida per
impianti di medie dimensioni, la seconda per
impianti di grandi dimensioni.
La prima soluzione (ved. schema sotto
riportato) prevede l’uso dei seguenti materiali e
apparecchiature:
❐ una pompa a velocità variabile con
regolatore tarato a pressione costante;
❐ un autoflow installato in centrale termica per
assicurare una portata minima attraverso la
caldaia;
❐ autoflow da installare alla base delle
colonne per bilanciare l’impianto a valvole
aperte;
❐ valvole di sfioro da porsi alla base (o alla
sommità) delle colonne per tener sotto
controllo le pressioni differenziali in rete.
V
Pompa a velocità variabile
Soluzione proposta per impianti di medie dimensioni
Autoflow
Autoflow
Valvola di sfioro
20 IDRAULICA
Quale seconda soluzione (valida per
impianti di grandi dimensioni) si propone un
tipo d’impianto sostanzialmente simile al
precedente. L’unica variante riguarda la
posizione delle valvole di sfioro da porsi non più
alla base delle colonne ma su ogni derivazione
di zona.
Con un controllo così diffuso delle pressioni
differenziali si ha la certezza di poter garantire
ad ogni zona corrette condizioni di
funzionamento, comunque possano variare le
pressioni differenziali lungo la rete di
distribuzione orizzontale o lungo le colonne.
Pompa a velocità variabile
Autoflow
Soluzione proposta per impianti di grandi dimensioni
Valvola di sfioro
Autoflow
V
IDRAULICA 21
Anche per questi impianti (per le stesse
ragioni viste al sottocapitolo precedente) può
non bastare tener sotto controllo la pressione
differenziale in centrale termica e in genere è
necessario realizzare un’equilibratura lungo la
rete quando le pompe funzionano con
prevalenze che superano i 4.000 mm c.a..
La soluzione proposta per questi impianti
prevede l’uso di regolatori a membrana.
In merito si può osservare che nella tipologia
edilizia in esame l’uso dei regolatori a
membrana non comporta problemi d’ingombro:
problemi che invece sussistono nel caso delle
derivazioni di zona da realizzarsi in edifici
multipiano.
Il maggior costo (rispetto ad altri
equilibratori di pressione) può inoltre essere
giustificato considerando che in questa
soluzione i regolatori svolgono una duplice
funzione: quella di equilibratori sia a valvole
aperte, sia a valvole chiuse. Svolgono cioè
l’azione che nei casi precedenti è affidata
separatamente agli autoflow e alle valvole di
sfioro.
Impianti centralizzati
per case a schiera
Pompa a velocità variabile
Autoflow
Soluzione proposta per case a schiera
V
22 IDRAULICA
Come precisato in premessa, i vari tipi
d’impianto proposti in questo articolo sono già
stati realizzati e funzionano da almeno due
anni.
Gli unici inconvenienti riscontrati riguardano
il funzionamento degli impianti centralizzati
multipiano, dove spesso abbiamo trovato
valvole di sfioro starate sia nelle cassette di
zona, sia ai piedi di colonna.
Per evitare questi inconvenienti sarebbe
stato molto utile avere a disposizione valvole di
sfioro a taratura fissa da installarsi nelle
cassette di zona. Ad esempio valvole tarate a
2.000 mm c.a. avrebbero potuto garantire il
buon funzionamento di qualsiasi zona,
impedire sovrappressioni e proteggere da
starature
Valvole di sfioro a taratura fissa non
sarebbero state invece utili per le colonne,
dove (a differenza di quanto avviene per le
zone) è impossibile stabilire valori prefissati di
taratura generalmente validi.
Per le installazioni a piede di colonna
sarebbe stato però molto utile avere a
disposizione valvole con sistemi di bloccaggio
della taratura e con indicatori della pressione
differenziale. Questi indicatori avrebbero reso
più semplici le operazioni di controllo e di
verifica, dato che è troppo laborioso effettuare
misure con gli appositi strumenti.
Siamo comunque certi che per la
realizzazione degli impianti con valvole
termostatiche saranno presto disponibili nuovi
prodotti in grado di consentire soluzioni sempre
più facili e affidabili. D’altra parte si tratta di
impianti relativamente nuovi dove sussistono
ampi spazi per l’innovazione e la messa a
punto di nuove tecniche.
Se gli sviluppi del mercato ce ne daranno
l’occasione, ritorneremo ancora su questo
argomento che riteniamo di notevole
importanza. E ci ritorneremo magari per
rivedere alcune posizioni o per proporre nuovi
schemi più in sintonia con l’evolversi delle
tecniche impiantistiche.
Contiamo inoltre di poter presto arricchire la nostra offerta con:
regolatori di pressione differenziale a membrana,
collettori di zona autoequilibranti,
valvole di sfioro a taratura fissa,
valvole di sfioro con indicatori di pressione.
Da anni in Caleffi seguiamo con molta attenzione il graduale svilupparsi e
affermarsi degli impianti a valvole termostatiche. Per questo nel nostro
catalogo è possibile trovare un completo ed aggiornato assortimento di
valvole e articoli tecnici per questi impianti. In particolare è possibile trovare:
valvole termostatiche a due vie,
valvole termostatiche a quattro vie,
valvole termostatiche a sistema misto,
valvole di sfioro,
autoflow.
Conclusioni
IDRAULICA 23
PANORAMA
COMANDO TERMOSTATICO SERIE 200
SEZIONE TERMOSTATICA
TERMOSTATICA
Principio di funzionamento
Il dispositivo di comando è un elemento
sensibile a liquido costituito da un soffietto
contenente all'interno una parte di liquido ed il
suo vapore saturo.
L'equilibrio fra liquido e vapore saturo è
direttamente influenzato dalla temperatura:
quando questa aumenta, parte del liquido si
trasforma in vapore provocando un'espansione
di volume nel soffietto, che a sua volta si dilata.
Con la diminuzione della temperatura si verifica
il processo inverso, provocando uno
schiacciamento del soffietto dovuto alla
contropressione esercitata da una molla.
Gli spostamenti meccanici dell'elemento
sensibile provocano, mediante il collegamento
assicurato dall'asta, l'apertura o la chiusura
dell'otturatore valvola regolando in tal modo il
flusso nel corpo scaldante.
LE NUOVE VALVOLE
TERMOSTATICHE CALEFFI
24 IDRAULICA
PANORAMA
Serie 200
Comando termostatico per valvole
radiatori; sensore incorporato con
elemento sensibile a liquido.
Scala graduata per la regolazione da
0 a 5 corrispondente ad un campo di
temperatura da 0 a 30°C.
Possibilità di limitazione e bloccaggio
della manopola.
Serie 200+209
Comando termostatico per valvole
radiatori con regolazione protetta
antimanomissione per impieghi in
locali pubblici; sensore incorporato
con elemento sensibile a liquido.
Scala graduata per la regolazione da
0 a 5 corrispondente ad un campo di
temperatura da 0 a 30°C.
La sequenza a fianco riportata illustra le semplici
operazioni necessarie alla trasformazione di una valvola
termostatizzabile Caleffi in valvola termostatica SENZA
ALCUN INTERVENTO IDRAULICO.
Serie 201
Comando termostatico per valvole
radiatori con sensore a distanza.
Stesse caratteristiche del comando
serie 200.
Lunghezza del
tubo capillare
2 m.
COMANDI TERMOSTATICI
CALEFFI Serie 200 EN 215
IDRAULICA 25
PANORAMA
Serie 455
Valvola termosifone per impianti monotubo
trasformabile per impianti bitubo, predisposta
per comandi termostatici. Manopola di
comando manuale.
Attacchi per tubo rame e plastica semplice e
multistrato.
Dimensioni: 1/2",
3/4", 1" al radiatore;
Ø 23 p.1,5 alla tubazione.
Sonda in ottone.
Serie 220 - 221
Valvole termosifone predisposte
per comandi termostatici.
Attacchi per tubazioni in ferro: a squadra serie
220, diritti serie 221.
Dimensioni: 3/8" - 1/2" - 3/4".
Serie 224
Valvola termosifone predisposta
per comandi termostatici.
Corpo "reverso" per l'utilizzo di valvole
monotubo con
sonda esterna,
serie 452 e 328.
Attacchi per
tubazioni in ferro.
Dimensioni: 1/2”.
VALVOLE TERMOSTATIZZABILI E TERMOSTATICHE CON
RACCORDI PER TUBO RAME E PLASTICA CALEFFI
Serie 437
Raccordo meccanico,
per tubo rame,
a TENUTA O-RING.
Serie 681
Raccordo a diametro
autoadattabile per tubi
in materiale plastico,
semplice e multistrato.
Brevettato.
437010
437012
437014
437015
437016
Ø 23 p. 1,5
Ø 23 p. 1,5
Ø 23 p. 1,5
Ø 23 p. 1,5
Ø 23 p. 1,5
Ø 10
Ø 12
Ø 14
Ø 15
Ø 16
Codice
681000
681001
681002
681006
681015
681017
681026
681035
681044
Ø 23 p.1,5
Ø 23 p.1,5
Ø 23 p.1,5
Ø 23 p.1,5
Ø 23 p.1,5
Ø 23 p.1,5
Ø 23 p.1,5
Ø 23 p.1,5
Ø 23 p.1,5
17,5-18,0
19,0-19,5
19,0-19,5
19,5-10,0
10,5-11,0
10,5-11,0
11,5-12,0
12,5-13,0
13,5-14,0
12-14
12-14
14-16
14-16
14-16
16-18
16-18
16-18
16-18
Codice Øinterno Øesterno
Serie 338 - 339
Valvole termosifone predisposte per comandi
termostatici. Manopola di comando manuale.
Attacchi per tubo rame e plastica semplice e
multistrato: a squadra serie 338, diritti serie
339.
Dimensioni: 3/8" e 1/2" al radiatore;
23 p.1,5 alla tubazione.
EN 215
EN 215
26 IDRAULICA
PANORAMA
Caratteristiche tecniche
Pressione massima d'esercizio: 10 bar
Pressione differenziale massima: 1 bar
Temperatura massima d'esercizio: 100°C
Temperatura ambiente massima: 50°C
Scala di regolazione: da 0 a 5
Campo di regolazione della temperatura: 0 ÷ 30°C
Intervento antigelo: 7°C
Isteresi: 0,3 K
* Il kv è riferito alla banda proporzionale 2K
Scala di regolazione
Caratteristiche fluidodinamiche
(banda proporzionale 2K)
VALVOLE TERMOSTATICHE CALEFFI
ΔP (mm c.a.)
2000
1200
1400
1600
1800
2500
20
12
14
16
18
25
ΔP (kPa)
20
10
12
14
100
100
Q (l/h)
50
200
500
16
18
25
30
35
40
45
50
60
70
80
90
120
140
160
180
200
250
300
350
400
450
90
80
70
60
35
40
45
120
140
160
180
250
300
350
400
450
1
0,5
0,9
0,8
0,7
0,6
0,35
0,4
0,45
1,2
1,4
1,6
1,8
2,5
3
3,5
4
4,5
2
1000
500
900
800
700
600
10
5
987
6
3000 30
3/8"
1/2"
3/4"
30 0,3
CODICE ATTACCO kv (m3/h) *
3/8" a squadra
1/2" a squadra
3/4" a squadra
3/8" diritta
1/2" diritta
3/4" diritta
1/2" reversa
0,64
0,64
0,81
0,59
0,67
0,82
0,65
220300
220400
220500
221300
221400
221500
224400
+ serie 200
+ serie 200
+ serie 200
+ serie 200
+ serie 200
+ serie 200
+ serie 200
Il bilanciamento dinamico
senza alcun intervento
Con semplicità e risparmio
®
certificazione
ISO 9001
STABILIZZATORI AUTOMATICI
DI PORTATA
IDRAULICA
C A L E F F I S . P. A . 2 8 0 1 0 F O N TA N E T O D ' A G O G N A ( N O ) S . S . 2 2 9 T E L . ( 0 3 2 2 ) 8 4 9 1 R . A . FA X 0 3 2 2 - 8 6 3 3 0 5
COMANDI TERMOSTATICI
SERIE 200
certificazione
ISO 9001